Valbrona, l’alpino vinto dal Covid  Era “nonno Franco” dello scuolabus
Franco Carelli con la figlia Raffaella in occasione di un raduno degli alpini

Valbrona, l’alpino vinto dal Covid

Era “nonno Franco” dello scuolabus

Stava bene, poi la scoperta del virus e la fine dopo tre giorni

Per i bambini del paese era “nonno Franco” che li accompagnava sullo scuolabus. Per tutto il resto del paese era il volontario sempre disponibile per le associazioni, il segretario del gruppo alpini, il tifoso interista. In tre giorni il Covid ha portato via alla sua numerosa famiglia Franco Carelli, 76 anni alpino di Valbrona. L’uomo era in ottima salute e solo lunedì 12 aprile aveva scoperto di essere stato colpito dal virus, mercoledì notte la scomparsa. Purtroppo la malattia è stata individuata in uno stato ormai avanzato e già aveva compromesso i polmoni e cuore. Sabato 17 i funerali nella chiesa parrocchiale di Valbrona alla presenza di 19 gagliardetti alpini. Sulla bara la sciarpa dell’Inter, la squadra del cuore. Carelli lascia la moglie Sandra, la figlia Raffaella - capogruppo di minoranza in consiglio comunale - la sorella Pamela e tanti nipoti e pronipoti. Molto attivo da sempre per le associazioni di Valbrona, Carelli negli ultimi anni era impegnato in particolare con lo scuolabus e gli alpini: «Mio padre si era preso molto a cuore le sorti degli alpini di Valbrona dalla loro fondazione – racconta la figlia Raffaella - Era il segretario, poi due giorni a settimana faceva l’accompagnatore sullo scuolabus, tutti i bambini lo chiamavano “nonno Franco”. In generale però lui è stato sempre disponibili per le associazioni, se lo chiamava per esempio il parroco per tagliare l’erba del campo estivo lui mollava tutto e andava». «Non vedeva l’ora di vaccinarsi per poter tornare a dare una mano ad alpini e bambini, ad andare nei boschi. È stato la nostra guida». Carelli era in buona forma: «Non aveva particolari problemi di salute, era impegnato a tagliare l’erba in casa ed ha iniziato a dire che faceva fatica. Lo seguiva il medico di base per il Covid ma non sembrava avesse conseguenze gravi, diceva che gli faceva un po’ male la schiena e di sentirsi stanco, lunedì non si sentiva bene lo abbiamo portato in ospedale e gli esami hanno evidenziato che i polmoni erano compromessi. È stato sempre così, non ha mai voluto farci preoccupare. Mercoledì sera l’ho salutato in video dicendogli ci vediamo domani... L’ultimo tampone era persino negativo, ma il virus aveva compromesso cuore e polmoni» ha ricordato commossa la figlia.

(Giovanni Cristiani)


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