Assi di coppa: Como in semifinale, vince ai rigori. È stata la mano di Butez
La partita Traguardo storico, raggiunto dopo 40 anni. A Napoli 1-1, poi dal dischetto decisiva la parata su Lobotka
Napoli
Ma guarda te se dopo tutto quello che si è detto sui rigori, il Como va a prendersi la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia proprio ai tiri dal dischetto. Pazzesco. Pazzesco e bellissimo. Dopo l’1-1 dei 90’ (tra l’altro arrivato proprio su rigore di Baturina), la serie di rigori è stata infinita, otto tiri dal dischetto. E quello che è veramente pazzesco è che i giocatori del Como, tranne Perrone che se l’è fatto parare, li hanno tirati tutti bene. Benissimo. Vojvoda e Kempf addirittura magistrali. Altro che squadra senza rigoristi. Sono tutti rigoristi, qua.
E così dopo 40 anni il Como andrà a rigiocarsi quella semifinale di Coppa Italia, come nel 1986, quando fu estromessa per un accendino in testa all’arbitro. Troverà l’Inter (salutata subito dai cori di scherno dai tifosi del Como). Dura. Ma chi ha paura? E le scene dopo il rigore parato di Butez sono state un’esplosione di gioia, un tappo di champagne saltato nel cielo di Napoli, con il portiere del Como il più scatenato a festeggiare.
Il silenzio di Fabregas, prima della partita, evidentemente aveva un senso. Ora si capisce il perché. La sorpresa è stata ritrovare il modulo senza punta di ruolo, già visto con la Lazio e a tratti con la Fiorentina in Coppa, con Caqueret uomo più avanzato a pressare e Paz dietro di sè ad affiancarlo. Ma anche altre scelte sono state inattese: Sergi Roberto titolare al posto di Da Cunha, Addai titolare dopo la bocciatura con l’Atalanta e pure Carlos al posto di Kempf. Partita tirata, in cui il Como ci ha messo poco a imbastire la sua ragnatela, che ha messo in difficoltà il Napoli, fatta di fraseggi e tocchi di prima. Questo non prima di aver spento un tiro di Lobotka, su cui Butez si è chinato sicuro. Qualche corpo a corpo Hojlund-Ramon, poca roba, poi tanto Como. Tanti robottini che si muovevano in sincrono, dando l’impressione di poter trovare prima o poi l’imbucata giusta. E infatti ci ha provato Perrone, ma Paz non ci è arrivato. Un calcio da Intelligenza Artificiale che metteva il Napoli sul chi va la e faceva preoccupare Conte, che infatti si sbracciava come un matto, mentre Fabregas stava calmo.
Le due cose più importanti del primo tempo nel finale: al 43’ cross di Valle, Oliveira franava su Smolcic e rigore. Conciliabolo, oddio chi tira? Non deve essere stato facile neppure per la panchina, visto che il pallone lo ha preso in mano Perrone e poi invece, dopo che Sergi è andato a parlare con Fabregas, la palla se l’è presa Baturina. Tiro e gol, nell’angolo basso alla destra di Milinkovic che l’ha sfiorata. Poco dopo quasi frittata, Ramon atterrava Hojlund: per fortuna 1 un centimetro fuori area, e per fortuna 2 il Var non consigliava all’arbitro di trasformare il giallo in rosso per chiara occasione da gol. La punizione veniva deviata in corner dalla barriera e fine primo tempo. In vantaggio.
Nella ripresa, subito all’inizio è arrivata la palla che ha spaccato in due il Como, una lama nel burro in una difesa che si è fatta prendere impreparata. Gol di Vergara, e 1-1. Non cambiava nulla. Rigori. Gioia. Semifinale.
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