Lunedì 09 Novembre 2009

Ipotesi del muro dimezzato,
si torna al punto di partenza

COMO Quarantaquattro giorni di polemiche e ipotesi sul destino del muro rischiano di riportare tutte le pedine al punto di partenza. Tutte tranne una. Tranne cioé l’ormai ex assessore Fulvio Caradonna sfiduciato dal consiglio comunale (con 26 voti, 12 bianche e solo 3 contrari) e poi costretto alle dimissioni per evitare il crollo dell’amministrazione comunale che avrebbe significato elezioni anticipate a marzo. Limitandosi alla parte tecnica, però, 44 giorni dopo le cose potrebbero tornare al punto di partenza. Una delle tre ipotesi su cui stanno lavorando i tecnici provinciali e regionali non è altro che il progetto originario con le fioriere anzichè il muro e con le panchine incorporate (ma senza lo schienale). In pratica si pensa di eliminare la cosiddetta "variante Viola" (chiamata così dal nome del direttore lavori, Antonio Viola) che non è nemmeno mai stata formalmente approvata dall’amministrazione comunale, anche se i lavori per la parte riguardante il muro sono stati realizzati. Secondo i tecnici, come ha fatto capire lo stesso sindaco Stefano Bruni, la soluzione migliore sarebbe quella di mantenere delle fioriere per evitare di realizzare un lungolago senza alcuna muratura, ma senza nemmeno arredi urbani (dai lampioni alle panchine). Ma il primo cittadino ha già detto che questo «non lo soddisfa» e che il «muro va tolto completamente». In quel caso si avrà la passeggiata larga 20 metri e lunga 176  simile a una pista di atterraggio. Il fronte tecnico, invece, punta alle aiuole ad altezza variabile. Nell’opzione con le fioriere più alte la quota sarebbe di 40 centimetri: in pratica poco meno della metà dell’attuale muraglione. Verrebbe quindi tagliata la "spalliera" di 50 centimetri, come aveva ipotizzato lo stesso assessore Caradonna costretto al passo indietro. Non è ancora emerso quante sarebbero le fioriere (probabilmente in numero maggiore rispetto all’origine) e la soluzione del nodo verso piazza Cavour (è ipotizzabile che lì verranno realizzate paratie mobili poiché il muro in quella zona era alto un metro). In ogni caso, a prescindere dalla soluzione, i comaschi non vedranno più il lago come lo si vedeva fino a prima dell’avvio del cantiere. L’innalzamento della riva per circa 70 centimetri sommata all’ampiezza della passeggiata, che viene praticamente triplicata, di fatto basteranno a stravolgere la prospettiva. A meno che il Comune decida di non fare più le paratie e di riqualificare solo il lungolago. In questo caso, però, si aprirebbero problemi legali e con la Corte dei Conti.
Gisella Roncoroni

a.cavalcanti

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