Giovedì 19 Novembre 2009

Como piange
Antonio Rossetto

COMO Se n’è andato troppo in fretta, lui che amava la vita e fino all’ultimo aveva cercato di capirla, motivarla, animarla, indagando su cose e persone. Le considerazioni conclusive che ha attribuito al protagonista del suo ultimo libro uscito all’inizio dell’anno, "Al suono della Ghironda", sembrano un testamento spirituale: «Ognuno di noi è un essere singolare, ma forse io lo sono stato in modo abnorme: testardamente o sfortunatamente diverso dagli altri, lungamente indeciso se vivere dentro o fuori del tempo della mia esistenza per cercare, nel contingente e nel relativo, le ragioni del necessario e dell’assoluto». Antonio Rossetto, classe 1931, padovano d’origine e comasco d’adozione, scomparso dopo una breve malattia, era conscio che la sua innata concezione della libertà si nutriva di inquietudine, indagine continua, spesso opposizione davanti alle cose del mondo.
Ma questa era la sua natura, che l’aveva singolarmente caratterizzato come uomo di scuola dalla lunga e brillante carriera, laureato in pedagogia, maestro elementare, direttore didattico, ispettore scolastico in missione presso l’ambasciata italiana di Bruxelles, ispettore delle scuole europee. Poi pubblicista e scrittore per l’infanzia, autore di numerose favole alla Rodari ricche di giochi linguistici  ma anche coscienzioso educatore.

f.angelini

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