Martedì 24 Novembre 2009

Il processo breve spaventa
la giustizia comasca

Il disegno di legge sul processo breve, che oggi inizia il suo iter in commissione Giustizia al Senato, spaventa una giustizia lariana alle prese con organici - soprattutto nelle cancellerie - ridotti all'osso e con tempi di fissazione delle udienze mediamente lunghi.
Un paio di esempi su tutti: ad oggi, alla conclusione dell'udienza preliminare, il processo in aula viene fissato - mediamente - all'anno successivo. Cioé: il rinvio a giudizio di oggi verrebbe discusso in dibattimento nel dicembre 2010, se non ne gennaio 2011. Questo significa che più della metà del tempo concesso dal processo breve verrebbe bruciato nell'attesa di un processo che difficilmente - causa calendari intasati - può essere fissato prima.
Lo stesso vale per le citazioni dirette. Qui, per chiarire la cosa, viene in aiuto un caso concreto: un paio di settimane fa la procura ha emesso un decreto di citazione a giudizio per tre imputati accusati di una serie di truffe immobiliari (con danni pari a 300mila euro circa suddivisi per cinque parti lese). Il processo è fissato per le ore nove del 5 novembre 2010. Se a quella data il disegno di legge sul processo breve dovesse essere già operativo, i giudici comaschi avrebbero soltanto un anno di tempo per giungere a sentenza. Impresa non impossibile, ma l'eccezione, l'inghippo è dietro l'angolo.
«Quando si parla di reati e della loro prescrizione non si tiene mai conto di quelle che sono le parti offese da questi reati - è il commento del presidente delle Camere Penali di Como e Lecco, l'avvocato Giuseppe Sassi - Gli effetti del processo breve su Como sono semplici: visto che il termine non può essere superiore ai due anni e visto che le udienze vengono fissate a un anno, moltissimi reati saranno destinati alla prescrizione». Poco importa, secondo il penalista, che i reati più gravi siano esclusi dalla norma:«Anche nei processi apparentemente minori c'è qualcuno che ha avuto un diritto violato, e per lui quel processo, per quanto considerato minore, è il processo».

p.moretti

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