Sabato 12 Dicembre 2009

Il viaggio di due bambini
per ritrovare il nonno

COMO Hanno sette e due anni, si chiamano Gabriel e Max, e per la prima volta da quando il loro papà è scomparso, stroncato giovanissimo da un tumore senza pietà, sono saliti su un aereo e insieme alla mamma hanno attraversato mezzo pianeta. Da Sidney a Como, per incontrare un nonno davvero speciale che oggi, seduto a un tavolo del suo appartamento zeppo di ricordi, si copre il volto con le mani, strizza gli occhi e tenta di contrastare una lacrima. Per la prima volta dopo tanti mesi, quelle di Renato Vanin, ex paracudista, ex caporeparto alla Mantero, classe 1933 («nato e cresciuto in via Castellini 21 - precisa lui -, accanto a via Napoleona, sopra il panificio Castelli, quello che faceva i dolci per i soldati»), per la prima volta dopo tanti anni le sue sono finalmente lacrime di gioia. Suo figlio maggiore, Roberto, se n’è andato quasi un anno fa, a gennaio:aveva appena 45 anni e da molto tempo si era trasferito a vivere in Australia, a Sidney, accanto a Veronica, una spelndida hostess di origini cilene conosciuta in un volo sull’Atlantico molti anni fa. Si erano innamorati, si erano sposati e avevano avuto due bambini: «A mio figlio è stato diagnosticato un tumore al cervello che se l’è portato via in un anno e mezzo - racconta il signor Vanin - senza che potessi riabbracciarlo. So che non ha sofferto, mia nuora racconta che negli ultimi mesi aveva accettato con coraggio il suo destino. Prima che venisse a mancare mio figlio - ricorda ancora il padre - era morta anche mia moglie, nel febbraio del 2008. Aveva appena 68 anni». La casa di via Borsieri da cui Vanin racconta la sua storia, è zeppa di ricordi, di fotografie che riportano a giorni più felici. Questo Natale sarà, finalmente, un Natale diverso, grazie a Veronica, la giovanissima vedova di Roberto, che ha fatto al suocero la sorpresa più grande. La scorsa settimana, con un preavviso di pochissimi giorni, si è nuovamente imbarcata su un’aereo per un’altra lunghissima trasvolata, forse la più lunga, bella e difficile della sua vita, da compiere d’un fiato stringendo per mano i suoi bambini e per mostrare loro il posto, dall’altra parte del pianeta, in cui è nato e cresciuto il loro papà, in riva a un lago e in mezzo a certe montagne che somigliano alle alture del Nuovo Galles del Sud, zeppe di castagne e di colori.

f.angelini

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