Venerdì 15 Gennaio 2010

Ex Ticosa, tutto bloccato
E pure la bonifica è al palo

COMO Tra una manciata di giorni la ex Ticosa festeggerà il terzo compleanno senza il corpo a C, ma il futuro è un enorme punto interrogativo. Sui rapporti tra Comune e Multi non ci sono certezze, anche se il sindaco Stefano Bruni continua a dichiararsi «ottimista». L’idea della cittadella dei servizi lanciata venerdì scorso non ha ottenuto consensi (intesi come interessi ad investire direttamente ed economicamente sull’area) e la procedura di gara per la bonifica del sottosuolo intriso di veleni non è ancora stata formalmente avviata come hanno confermato a Palazzo Cernezzi.
Il 30 novembre scorso è scaduto l’ultimatum lanciato dalla Provincia per l’avvio della bonifica e, alla richiesta, il Comune aveva risposto testualmente mediante lettera:  «Nel riscontrare la Vostra di pari oggetto del 26 ottobre 2009, Vs. Prot. n. 51785, si comunica che, impregiudicate le eccezioni e le ragioni che il Comune di Como farà valere nei confronti di Multi Investment B.V., l’amministrazione comunale ha dato libero corso alla procedura per l’esecuzione diretta delle opere di bonifica dell’area cosiddetta ex Ticosa, secondo il piano operativo di bonifica approvato con la determinazione del dirigente del settore ambiente n° 11/1965 del 10 ottobre 2008». Al momento, come detto, non è possibile ipotizzare tempi per l’avvio della bonifica. Bruni aveva precisato più volta la sua intenzione di concluderla entro l’estate, ma la data sembra destinata a slittare. Il costo dell’intervento sul sottosuolo (dove sono stati riscontrati inquinanti che vanno dall’arsenico al piombo) è stato stimato in circa un milione e 600mila euro e l’amministrazione aveva ipotizzato una tempistica di sei mesi per rimuovere tutte le sostanze pericolose. Visto l’importo dell’intervento, sarà necessaria una gara per selezionare la ditta vincitrice e i tempi (tra pubblicazione, offerte e selezione) non potranno essere inferiori ai due mesi. Questo significa, nella migliore delle ipotesi, l’avvio delle operazioni a maggio e la loro conclusione non prima di ottobre o novembre prossimo, con il rischio concreto che si arrivi al quarto compleanno senza aver completato la bonifica. Lo smaltimento delle differenti sostanze, infatti, non è semplicissimo anche perché ciascun inquinante richiede un diverso trattamento.
Entro fine mese, però, potrebbe arrivare un chiarimento sull’effettivo interesse di una cordata comasca a entrare nell’operazione per il recupero della vecchia tintostamperia. Così ha annunciato il primo cittadino dicendo: «Sto facendo pressione affinché si arrivi a una soluzione in tempi rapidi. Sarebbe assurdo far naufragare tutto per non aver avuto pazienza. So di un lavoro importante che Multi sta facendo per formare una cordata, con l’intenzione di dividere il rischio. Il 27 gennaio c’è un anniversario e simbolicamente spero si possa arrivare a una definizione del futuro».
Gi. Ro.

a.cavalcanti

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