Mercoledì 10 Febbraio 2010

Ceneri, Coletti apre il duomo
proprio all'ora di pranzo

COMO Mercoledì delle Ceneri 2010, il duomo di Como sarà aperto all'ora di pranzo, per condividere preghiere, digiuno e penitenza con il Vescovo, Diego Coletti. E' un'iniziativa senza precedenti e si svolgerà tra le 12,45 e le 13,45, nell'ora in cui, di solito, le chiese cittadine sono chiuse per problemi di vigilanza che non possono essere risolti in mancanza di risorse umane. Sarà celebrata la Liturgia della Parola, come annuncia il comunicato della Diocesi e saranno imposte le ceneri, un rito che ricorda come i giorni dell'uomo siano simili all'erba falciata e la vita un soffio di polvere. Ma il mistero della condizione umana assume un altro significato agli occhi dei credenti. La Quaresima comasca si apre dunque con  «un'ora per pensare», oltre che per pregare, nella solennità del duomo. Non i soliti pensieri, quelli arrivano da soli e ce ne sono tutti i giorni, a volte sono anche insopportabili. Ma i pensieri della fede, del senso della vita, del dolore e dell'amore, a ciò che resta e a ciò che finisce e per la proposta di fede è stata scelta l'ora in cui negozi ed uffici si prendono una pausa. Un'ora studiata apposta per chi lavora e, al mattino o alla sera, non avrà tempo per recarsi a Messa, in uno dei giorni più importanti del calendario liturgico, benché passi sempre più sotto silenzio. Chi pensa ora a queste cose, in tempi di indifferenza, peggiore dell'ostilità? Il Vescovo Coletti ha escogitato  un modo nuovo per riproporre la tradizione e stavolta comprende anche un po' di penitenza: il digiuno consiste infatti in una piccola rinuncia, in un sacrificio, non per autoflagellarsi, ma per scoprire ciò che vale di più e la dimensione interiore dell'uomo, quella spirituale.
Quanti fedeli parteciperanno: impossibile prevederlo. Si sa che le chiese, anche nei giorni feriali, non sono deserte; fuori dagli orari delle Messe, c'è sempre qualcuno che entra, sosta, recita una preghiera, chiede una benedizione. Poi torna alle sue normali faccende.
Maria Castelli

a.cavalcanti

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