Domenica 21 Febbraio 2010

Trasloco del Sant'Anna,
un blitz in tre giorni

COMO «Il trasloco durerà tre giorni e avverrà nella prima settimana di settembre». Il direttore generale del Sant'Anna Andrea Mentasti ha scelto una serata elettorale organizzata dalla Lega Nord e dedicata alla sanità lombarda per rivelare modi e tempi del trasferimento dal vecchio al nuovo ospedale. La settimana scorsa erano trapelate diverse informazioni ma solo nell'incontro pubblico di due giorni fa in biblioteca, a tarda ora, il manager di via Napoleona ha confermato tutto: «I collaudi termineranno entro fine giugno e noi entreremo al Sant'Anna bis nella prima settimana di settembre - ha detto - mentre useremo la seconda, la terza e la quarta di agosto come periodo di prova sul campo. In ogni settimana si sposterà nella nuova sede un terzo dei dipendenti e tutti simuleranno normali giornate di attività, pur in assenza di pazienti. La struttura, infatti, è enorme e il personale deve prendere confidenza con gli spazi, orientarsi e verificare che tutto funzioni alla perfezione. A questo bisogna aggiungere il fatto che il modello organizzativo sarà completamente diverso rispetto all'attuale. Nel periodo estivo ci attende, insomma, un doppio salto mortale». Mentasti ha confermato anche lo slittamento del trasloco rispetto a quanto ipotizzato fino a poco tempo fa: «Era previsto in agosto, poi è leggermente slittato. Durerà tre giorni - ha sottolineato - o al massimo quattro, anche perché non dobbiamo spostare molti oggetti o strumentazioni visto che quasi tutto sarà nuovo». Il manager del Sant'Anna, nel suo lungo intervento, si è poi soffermato sulle novità legate alla nuova struttura: «Attualmente, in base ai dati dell'Asl, il 30% dei comaschi sceglie di farsi curare fuori dai confini della provincia ed è una percentuale molto alta. Il nostro primo obiettivo, quindi, dovrà essere quello di convincere i comaschi a non “fuggire”. Al Sant'Anna lavorano ottimi professionisti eppure, quando sono arrivato qui, la fama dell'ospedale non era ottima. Con edifici e apparecchiature vecchi, i medici hanno fatto miracoli per tenere in piedi la baracca. Ora, invece, grazie alla struttura di altissimo livello e alle apparecchiature all'avanguardia che avremo, i primari ricevono in continuazione chiamate da medici che vogliono venire a lavorare nel nuovo Sant'Anna. E sono sicuro che anche i cittadini coglieranno subito il cambiamento. D'altra parte sono stati investiti 300 milioni di euro, di cui quasi 100 per strumenti e arredi, e nessun medico può dire di non aver ottenuto quello che avrebbe voluto. Il fiore all'occhiello sarà “Vero”, un'apparecchiatura per il trattamento dei tumori installata finora in un solo ospedale europeo. Vogliamo diventare un polo oncologico di livello nazionale». In arrivo rinforzi anche sul fronte dell'organico: «La Regione ci ha autorizzato ad assumere 60 persone quest'anno - ha detto Mentasti - Una metà verrà impiegata nelle nuove aree e l'altra nei settori che vogliamo far crescere cioè anestesia, terapia intensiva e chirurgia. Ci sarà un raddoppio dei letti di terapia intensiva e subintensiva e anche le sale operatorie, come noto, saranno molte di più rispetto a oggi, cosa che ci consentirà di accorciare le liste d'attesa».
Michele Sada

a.cavalcanti

© riproduzione riservata