Sabato 27 Febbraio 2010

Sgarbi a Como annuncia
un programma "Contro Letizia"

COMO - Quando il pittore tace è l'arte che parla in sua vece, ma quando a presentare una mostra c'è Vittorio Sgarbi parla al posto dell'autore, delle opere e anche dell'amico assessore che lo ospita anche se, tra il serio e il faceto, confessa di avere abbandonato il posto nella Giunta milanese proprio per lasciare più spazio a Sergio Gaddi.
Cosa ci faceva il politico, critico e polemista sabato a Como? È presto detto: al Broletto è stata presentata, e poi inaugurata, “La verità della forma”, mostra di venti opere dell'iperrealista Luciano Ventrone, curata proprio da Sgarbi. Non è strano vederlo in città: come ha ricordato Gaddi le sue incursioni lariane sono diventate un'abitudine.
La giornata comasca del critico è iniziata dopo mezzogiorno: anche se era atteso al Broletto si è attardato in piazza Cavour dove ha preso atto dell'abbattimento del muro, bruttura contro cui si era anch'egli scagliato.
Incorreggibile, nel tragitto verso piazza Duomo è stato riconosciuto da diverse persone che hanno voluto salutarlo e una, naturalmente femmina e giovane, è stata quasi rapita e condotta di furia all'esposizione. Lì, introdotto molto brevemente da Gaddi, Sgarbi ha improvvisato un mini show che è partito dalle opere di Ventrone, autore che non sa essere protagonista, dice il suo celebre mentore, al contrario di tanti altri vip dell'arte contemporanea e che, infatti, se n'è stato zitto per tutta la durata della prolusione sgarbiana. Che lo ha paragonato al Reuccio perché i suoi quadri sono così realistici da oltrepassare la realtà mentre tutti gli altri si affannano a negarla: come Claudio Villa con il suo essere classico, cantante di bella voce, sembrava fuori moda al confronto di un Celentano, questo artista romano soffrirebbe del confronto con tutti quelli che si affannano a distruggere la realtà. A margine dei quadri si è pronunciato anche sul sindaco di Milano, da tempo sua nemesi. Sotto la sua egida non si arriverà pronti all'appuntamento di Expo 2010 ma non bisogna «sottovalutare il fattore Cl». Comunione e liberazione? No: la lista che Sgarbi minaccia di creare, senza tanti complimenti «Contro Letizia». Parole a raffica che hanno divertito i presenti mentre questi venti lavori di un vero e proprio virtuoso che realizza opere «iperboliche, esagerate, barocche», più reali del reale al punto di superare le fotografie resteranno in mostra, per il pubblico, fino al 27 marzo.

m.schiani

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