Lunedì 01 Marzo 2010

Punk, l'ex Sex Pistols Rotten
rialza il Pil del made in England

COMO A volte ritornano, anche se poi in realtà non se ne sono mai andati, a dimostrazione del fatto che il rock vive di flussi e riflussi e ormai è entrato in una fase storica dove la fatale e forse inevitabile mancanza di nuove idee favorisce l'insorgere dei ricordi e una spesso lacrimevole propensione alla nostalgia. La frase è un po' lunga e aggrovigliata, ma del resto è difficile essere concisi e lineari quando si parla di un personaggio decisamente sopra le righe come il londinese John Lydon alias Johnny Rotten (ovvero "Johnny lo sporco", o anche "Johnny l'infame") e di un gruppo come i Public Image Limited (PIL, nella forma abbreviata), fondati dallo stesso Rotten nell'ormai lontanissimo 1978, dopo lo scioglimento dei Sex Pistols e la fine della breve quanto intensa stagione del punk inglese.
Rock? Punk? Post punk? New Wave? Fin dagli inizi, è stato estremamente difficile classificare i Public Image Limited e capire fino a che punto la musica fosse il mero pretesto per un'operazione a metà strada tra il marketing, la messinscena, la clownerie, l'impegno sociale e l'iterazione di quella che già i Sex Pistols avevano definito The Great Rock'n'Roll Swindle, «La grande truffa del rock'n'roll». Memorabile, in questo senso, la pubblicazione nel 1986 di un disco senza titolo, che si chiamava Vynil, Cassette o in seguito Compact disc a seconda del supporto che si acquistava. Si parlò allora di un omaggio al dadaismo, e il disco ebbe un notevole successo, ma forse si trattava di una trappola nella quale furono in molti a cascare.
Cosa sono stati dunque i Public Image Limited? Era già difficile dirlo allora, figurarsi quanto può essere difficile oggi, tre decenni dopo, con Johnny Rotten che ha ormai varcato la soglia del mezzo secolo e al cospetto di una discografia che tra dischi di studio, bootleg e incisioni varie è non solo difficilmente quantificabile ma soprattutto di ardua e quasi impossibile interpretazione. I Public Image Limited hanno cambiato più volte formazione, hanno ufficialmente pubblicato nove dischi (l'ultimo, That What Is Not, nel 1992) e si sono sciolti nel 1999 dopo la pubblicazione di un cofanetto antologico intitolato Plastic Box. Questo è quanto dice la storia, ma in realtà, pur non pubblicando nulla, i PIL hanno continuato una specie di esistenza sotterranea che ha trovato un clamoroso compimento in una reunion che si è per così dire materialmente consumata in un concerto tenuto lo scorso 21 dicembre in un luogo dalle forti connotazioni simboliche come la Brixton Academy di Londra.
Quel concerto ha già assunto connotazioni mitiche, e quindi non c'è da stupirsi che sia già disponibile in un cofanetto di 3 cd più dvd nel quale sono raccolti i ventiquattro brani eseguiti dal vivo, una lunga e talora surreale intervista con Johnny Rotten e un filmato realizzato dietro le quinte: il tutto sotto il titolo (almeno questa volta c'è, ma è un sottilissimo gioco di parole) ALife 2009. Genialità o cialtroneria? Clownerie o impegno civile? Nel caso di Rotten e dei suoi Public Image Limited i dubbi, per fortuna, rimangono. E tolgono paradossalmente spazio al sapore dolciastro e insieme un po' acre della nostalgia.
Mattia Mantovani

a.cavalcanti

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