Giovedì 04 Marzo 2010

Pdl e Lega: niente Regionali
Butti attacca i magistrati

COMO «Andare avanti». È l'ordine di scuderia del Pdl, escluso anche a Como dalle elezioni regionali di fine marzo come in tutto il resto della Lombardia. Fuori il partito e i quattro candidati (Gianluca Rinaldin, Giorgio Pozzi, Maurizio Barletta, Paola Camillo). Il coordinatore provinciale, il senatore Alessio Butti se la prende con la magistratura: «Mi sembra veramente paradossale. Andremo avanti con i ricorsi (al Tar e al Consiglio di Stato, ndr). I giudici si stanno assumendo, per questioni formali e cavillose, responsabilità pesantissime impedendo l'esercizio del voto a milioni di cittadini. Condannano a tre anni gli omicidi e poi scoprono il rigore su questioni risibili». I due candidati duellanti, l'uscente Rinaldin e l'ex assessore regionale Giorgio Pozzi, ostentano sicurezza. Ma, in realtà, la tensione inizia ad essere alle stelle e il verdetto della corte d'appello di Milano, che ha respinto il ricorso di Formigoni, ha effetti pesanti. Soprattutto dal punto di vista emotivo anche perché le macchine elettorali dei due candidati sono in moto (a suon di incontri e inaugurazioni di punti elettorali).
«Mi viene da ridere - dice Gianluca Rinaldin -  e sto ancora cercando di capire l'entità del danno. È impossibile, irreale. Mi dicono che adesso si ricorre al Tar, poi al Consiglio di Stato e che ci vorrà una settimana per capire in via definitiva».Giorgio Pozzi stava per avviare l'inaugurazione del suo nuovo spazio in piazza San Fedele quando è arrivata la doccia fredda da Milano. «Sono convinto - dice - che al Tar e al Consiglio di Stato si facciano valere le ragioni. Mi risulta che siano errori formali e non di sostanza perché le firme sono vere, non false. Deve prevalere la volontà popolare. Mi piacerebbe però sapere chi è il responsabile di questa cosa. Distinguerei due piani: al più grande partito della Lombardia non possono succedere queste cose, questa è indubbiamente una figuraccia». In casa Lega regna l'incredulità. «È paradossale, tanto lavoro per niente dei nostri militanti. - afferma il commissario provinciale, Leonardo Carioni -. Lascio a Giorgetti e a Bossi le dichiarazioni, mi limitano a dire che il territorio della provincia di Como si è impegnato, ha cercato di scegliere le figure migliori per liste. Queste cose lasciano basiti. Spero ci siano spiragli ancora per rivedere tutto, perché per qualche centinaia di firme cancellare tutto è una beffa per tutti noi». I candidati del Carroccio non arretrano e finché non ci sarà la parola fine, l'ordine è quello di proseguire con la campagna elettorale. «Si va avanti - commenta Maurizio Faverio - e farò il mio dovere di candidato fino alla fine. È chiaro che le elezioni regionali senza Lega è come l'oceano senza acqua».  Più diretto Dario Bianchi: «Siamo conciati male. Cosa devo dire? Non ho parole. Secondo me è una situazione kafkiana non immaginabile, non è possibile». «Apprendo la notizia con delusione, amarezza incontenibile - dice Edgardo Arosio -. Sono d'accordo con Bossi che ha parlato di dilettanti allo sbaraglio, soprattutto per noi della Lega che siamo attentissimi in particolare al processo di raccolta delle firme»

f.angelini

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