Martedì 09 Marzo 2010

La provocazione: "Albate
si separi da Como"

COMO Troppo cemento e troppe nuove case (quasi tutte vuote) hanno invaso Albate con le strade e i servizi rimasti praticamente gli stessi. Parte da questo assunto Alessandro Rapinese, consigliere comunale di Area 2010, per lanciare la sua proposta di «secessione». In realtà Albate è sempre stato un Comune autonomo, fino al 1943, quando venne incorporato nel capoluogo. Albate ha ancora il suo vecchio stemma: nella parte alta colorata di rosso ci sono cinque stelle dorate (una a otto punte che corrisponde al comune, mentre le altre quattro rappresentano le sue frazioni), c'è poi una mitra affiancata dalle lettere S.A. (Sant'Abbondio, patrono della diocesi). Nella parte centrale, di colore azzurro, sono raffigurati tre colline verdi  con due spade incrociate, in ricordo della battaglia del 1124 fra i Comaschi e i Canturini alla quale presero parte anche Albatesi e Trecallesi (che sconfissero Cantù). Nella parte inferiore il campo azzurro presenta due leoni che reggono un drappo con impresso l'anno 1652 in numeri romani (quando Albate e le frazioni comprarono la propria libertà ed esenzione dal potere feudale). I campi sono divisi da una fascia azzurra che rappresenta il Rio Acquanegra.
E adesso? «Como - tuona Rapinese - per gli albatesi non ha fatto nulla se non continuare a cementificarla per raccogliere fondi da destinare altrove magari per coprire spese come il muro. Fossi un albatese vedrei di buon occhio la possibilità di staccarmi dalla città di Como e tornare ad essere un comune autonomo, anche perché la circoscrizione è sempre stata contraria ai nuovi insediamenti, ma è rimasta inascoltata».

f.angelini

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