Lunedì 15 Marzo 2010

Il Cnel, allarme mafia a Como
«Piovra più forte del passato»

La 'ndrangheta, anche a Como, si è «infiltrata nel tessuto economico e sociale». Al punto che «i mafiosi calabresi in terra lombarda sono cresciuti e ora vogliono contare molto di più di quanto abbiano fatto in precedenza». A scriverlo, nero su bianco, è il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel) nel rapporto - pubblicato poche settimane fa - sulle «infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia di alcune regioni del Nord Italia». Nel rapporto del Cnel mancano solo i nomi dei nuovi boss di Como, per il resto c'è tutto ciò che occorre per tratteggiare una presenza ancora più forte che in passato: «La penetrazione delle organizzazioni mafiose sembra accentuarsi, favorita da una maggiore predisposizione degli ambienti amministrativi, economici e finanziari ad avvalersi dei rapporti che si instaurano con l'ambiente criminale. Ecco! Qui c'è un mutamento di non poco conto, perché indica un rovesciamento dei rapporti tra 'ndrangheta e colletti bianchi. I vari professionisti, insomma, non si limiterebbero a intrecciare i rapporti, ma sarebbero loro a richiederli».
Di più. La relazione del Cnel lancia un ulteriore allarme, ovvero il collegamento di compagini mafiose con «imprese dirette da soggetti di origine calabrese, aggiudicatarie di appalti di opere pubbliche nelle province di Milano, Como, Varese, Torino e Novara». E proprio questo punto, l'interesse della malavita organizzata nei lavori pubblici, è quello che maggiormente preoccupa.

p.moretti

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