Giovedì 01 Aprile 2010

Una nuova condanna
per la lady delle truffe

COMO Duecento euro in un'agenzia viaggi del centro storico spacciandosi per moglie di tale dottor Molino. Duecentocinquanta in una edicola dalle parti di via Milano, come moglie di tal dentista Ferraris. Trecentosessanta in un negozio di cibo per animali, tutta agghindata da consorte di un certo professor Borrello. Trecento in un negozio di prodotti tipici lucani nei panni di cognata di «quello dell'autoconcessionaria». Tre anni dopo la raffica di raggiri che la resero a suo modo celebre (tutti commessi ai danni di attività commerciali del centro), torna la dama bionda, al secolo Ida Galli, comasca, 43 anni, che ieri mattina il giudice Valeria Costi ha condannato a due anni e due mesi di carcere definendola, nel dispositivo della sentenza, addirittura una «delinquente abituale». La sentenza, che si aggiunge a una prima condanna a un anno di detenzione emessa nell'ottobre del 2005, riguarda quattro episodi commessi nei mesi di gennaio e febbraio del 2008, quando la Galli, camuffata di volta in volta con parrucche, occhiali e trucco che l'aiutavano ad apparire meno riconoscibile (ma al contempo di una impeccabile eleganza), replicò gli stessi raggiri che l'avevano resa celebra negli anni precedenti. Il canovaccio, del resto, era sempre lo stesso, mai modificato di una virgola: la signora identificava un negozio qualunque e vi si presentava spacciandosi per la moglie di questo o quel professionista, meglio se medici in vista. Ordinava merce per cifre, in genere, tra i cento e i centocinquanta euro, poi raccontava che il marito attendeva all'angolo con una banconota da cinquecento, e invitava l'interlocutore - cioè il negoziante - a seguirla sul marciapiede, per raggiungere il consorte e incassare. Naturalmente, il venditore finiva per anticiparlo, il resto ma, una volta fuori dal negozio, la signora spariva, spesso con la merce, sempre con il contante.

f.angelini

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