Il Crocifisso in processione:
"Illumina gli amministratori"

Durante la benedizione del lago, la preghiera del vescovo Coletti con lo sguardo rivolto alle paratie

COMO - Il Crocifisso per le vie della città. E' accaduto ancora una volta  l'evento che il Venerdì santo interrompe la normale frenesia, ferma il traffico, calamita gli sguardi di centinaia e centinaia di persone - se ne sono calcolate, fra corteo e assiepamenti, almeno 15mila - verso un unica direzione, verso  l'immagine dell'“uomo dei dolori” che suscita commozione, forse curiosità, sgomento, desiderio di capire l'incomprensibile. La processione si è avviata dalla basilica di viale Varese secondo la consueta ritualità: la croce del miracolo, davanti, accompagnata dai membri delle confraternite e di varie associazioni e movimenti, una schiera di chierichetti e poi il vescovo Diego Coletti affiancato da sacerdoti e canonici. Dietro al carro del Crocifisso i cavalieri del santo, varie autorità civili e militari, in primis il sindaco Stefano Bruni e il prefetto Michele Tortora, insieme a numerosi assessori e consiglieri comunali e provinciali. Poi una fiumana di gente di ogni età accodata a seguire l'intero percorso o solo qualche tratto delle vie gremite: anziani, mamme, bambini, giovani...
«Sarà meglio che benedica anche la zona delle paratie…». Tra i cittadini che, in piazza Cavour, attendono l'arrivo della processione, più d'uno si augura - tra il serio e il faceto - che il vescovo non si limiti a impartire una benedizione al lago (novità introdotta quest'anno dallo stesso Diego Coletti, sulla scia di quanto fece il vescovo Bonomini negli anni '70), ma si rivolga anche verso il cantiere sul lungolago. È previsto d'altra parte, che Coletti si fermi proprio a una manciata di passi dall'inizio della palizzata, tra la biglietteria della Navigazione e l'hotel Metropole Suisse, nel punto individuato dagli organizzatori: «È stato scelto perché da qui, con uno sguardo, si riesce ad abbracciare una porzione molto ampia di lago», spiega il consigliere comunale Gianmaria Quagelli. Alle 15,45 il vescovo sale sul marciapiede e il Crocifisso viene rivolto verso lo specchio d'acqua. È il momento della preghiera. Il sindaco Stefano Bruni, poco distante, segue la cerimonia. E chissà se avrà pensato alle paratie, sentendo una delle frasi scandite prima della benedizione: «Illumina con la tua sapienza governanti e amministratori». Il rito prosegue e, in un certo senso, i cittadini che speravano in un gesto rivolto verso il cantiere più tormentato degli ultimi anni, vengono accontentati: il vescovo, infatti, impartendo la benedizione, indirizza lo sguardo prima verso piazza Matteotti e poi proprio verso la palizzata, tracciando nell'aria con la mano il segno della croce. Difficile credere che l'abbia fatto di proposito, pensando proprio alle paratie, ma - come afferma il signor Piero, che osserva la scena con la nipotina - «in ogni caso il cantiere si è preso la benedizione e male non gli farà di certo».

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