Venerdì 09 Aprile 2010

Viale Geno, rabbia per il cantiere
Tutti contrari a reti e senso unico

COMO - Viale Geno senza una corsia e il lungolago transennato (con reti metalliche) con l'installazione di una gru stanno creando la rivolta in viale Geno. Comaschi che passeggiano e si lamentano, turisti, ma anche i gestori di bar e ristoranti. Insomma al secondo giorno dell'avvio del secondo lotto di lavori la zona insorge contro l'amministrazione comunale e chiedono anche la pedonalizzazione della strada almeno fino alla fine dei lavori.
Ma anche dal presidente dei commercianti arriva la conferma che le lamentele sono parecchie e ancora non è stata posata la palizzata in legno nel tratto tra il bar Molo e la darsena. E andando in viale Geno ci sono i tavolini di un ristorante a pochi centimetri dalla rete da una parte e dagli specchietti delle auto in transito (sulla corsia dimezzata) dall'altra.
«Ho già ricevuto diverse lamentele - dice il numero uno di Confcommercio Giansilvio Primavesi - e premesso che un lavoro così ciclopico richiede tempo, va anche detto che ci avevano detto che nessuno si sarebbe accorto del cantiere. Doveva essere tutto soft, ma non è così. Il muro, poi, ha messo tutti in allarme e il Comune avrebbe almeno potuto spiegare cosa aveva intenzione di fare. Nessuno, ad esempio, aveva detto che avrebbero aperto un cantiere in estate a Villa Geno. E sul cantiere paratie i precedenti come tutti sanno non sono confortanti, visti anche i ritardi accumulati. Chi ha un'attività lì e vive in estate è evidente che sente tutto il peso di questo cantiere. Il Comune non può pensare che non ci siano lamentele».
E i commercianti con attività nella zona si stanno organizzando per protestare in consiglio comunale. «Non siamo stati avvertiti - dice Diego Bocconcello del ristorante "La vita è bella" - e in un momento di crisi economica come questa ci mancava solo la chiusura della passeggiata. Non è possibile penalizzare in questo modo viale Geno. Ho sentito che si vuole chiedere un incontro in Comune e penso che siano tutti d'accordo».

s.ferrari

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