Venerdì 16 Aprile 2010

Coprifuoco, il sindaco Bruni:
"Deroghe solo a chi non sgarra"

COMO - Non si placano le polemiche sulla bozza di ordinanza comunale che obbligherebbe bar e ristoranti a chiudere a mezzanotte. Mentre prosegue la raccolta firme avviata nei locali del centro per dire no all'ipotesi elaborata dal settore Commercio del Comune, il coordinamento cittadino del Pdl prende posizione sull'argomento. E boccia senza mezzi termini le restrizioni: «Non è una soluzione corretta - recita un documento  - Avrebbe gravi ripercussioni sull'occupazione e sull'immagine di città turistica». Gli esponenti del Pdl sottolineano che «spesso rumori molesti e schiamazzi si protraggono anche nelle ore successive alla chiusura dei locali, pertanto l'unica soluzione percorribile è un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine e della Polizia locale (con un opportuno stanziamento di bilancio per incrementare l'organico dei vigili), in sinergia e coordinate dalla prefettura». Solo con un maggior numero di agenti, insomma, secondo i vertici cittadini del partito di Bruni (ma anche dell'assessore al Commercio Etta Sosio, finita nel mirino dei colleghi) è possibile trovare un equilibrio tra «il diritto al riposo dei residenti» e «la libertà di chi desidera fruire dei locali anche dopo mezzanotte». Analogo il pensiero dei giovani del Pdl, che ieri si sono detti contrari all'ordinanza: «Non crediamo che la soluzione possa essere il coprifuoco o il proibizionismo - spiega il coordinatore Simone Gatto - che rischierebbe di far chiudere gli esercizi e costringerebbe i giovani ad indirizzarsi verso altre mete. La ricetta? Responsabilizzare gli esercenti, creare delle zone in cui sia favorito lo sviluppo dei locali, aumentare i controlli da parte degli organi preposti. Ma i giovani hanno diritto a un sano divertimento. Anche per evitare che, come avviene in altri Stati, i ragazzi dopo mezzanotte si ritrovino in strada o in locali privati, privi di controlli e in cui non vi è alcun rispetto delle norme di sicurezza». Il tema, contrariamente alle previsioni, ieri non è approdato in giunta. Ma è arrivato in serata in consiglio comunale, con un intervento di Emanuele Lionetti (Liberi per Como): «Il compito di un'amministrazione è evitare problemi ai residenti - ha detto - Tuttavia non possiamo trasformare la città in un dormitorio. Il sindaco si confronti con il prefetto e le forze dell'ordine e faccia in modo che si presti la massima attenzione alle zone in cui si registrano lamentele». Bruni aveva detto che «il disturbo arrecato a migliaia di cittadini in conseguenza dell'attività di numerosi esercizi è un problema sentito e reale» e aveva definito l'ordinanza predisposta dagli uffici e dall'assessorato «una proposta che apre il dibattito», lasciato la porta aperta a «proposte alternative, purché concrete e fattibili». Era stato proprio lui, però, il 28 gennaio scorso, a lanciare per primo l'idea della chiusura anticipata: «Pensiamo di obbligare i bar a chiudere a mezzanotte - aveva rivelato - Chi chiederà una deroga per restare aperto fino alle 2 dovrà assumersi la responsabilità di quello che fanno i clienti. In questo modo potremo togliere la deroga a chi “sgarra” e costringerlo a chiudere prima».

m.schiani

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