Venerdì 07 Maggio 2010

La "nuova" luce di Como
sponsorizzata dall'Ue

Non più solo una canzone. “Il cielo in una stanza” potrebbe diventare realtà, se il progetto di “Light in Light” andrà in porto. Lo spin off dell'Insubria di Como, con il supporto di Bartebach, centro di ricerca austriaco di Innsbruck, conquista un finanziamento europeo da 1 milione e 250 mila euro che copre gran parte del costo complessivo del progetto che è di 1,6 mila euro. E il neo brevetto, un materiale che, colpito da una fonte luminosa, riesce ad illuminare gli interni, creando la sensazione della luce naturale con l'alternanza di luce e ombra, si avvia verso la trasformazione. Da idea a prodotto di mercato. Sarà un caso, ma la rivoluzione della luce, dopo due secoli, passa ancora dal capoluogo lariano. Perché se l'intuizione dovesse prendere piede, di rivoluzione si tratta. “Abbiamo davanti ancora un cammino lungo due anni prima di arrivare ad una fase di commercializzazione. Ma queste nuove risorse ci aiutano a cominciare un lavoro vero e proprio, dopo una attenta fase di studio” spiega Paolo Di Trapani, docente associato della Facoltà di Scienze dell'Università dell'Insubria di Como, che proprio ieri a Bruxelles ha ritirato l'ambito premio, al progetto della luce ha creduto fin dagli esordi. Dal 2001 con Roberto Siminutti, ricercatore dell'Università Bicocca di Milano e Marta Pigazzini, ricercatrice, sta lavorando al materiale dalle insolite potenzialità, depositato come brevetto nel giugno scorso. Per la “Light in Light” la seconda metà del 2010 sarà tempo di cambiamenti. Da via Valleggio sede dell'Università la nuova società verrà trasferita al Polo Tecnologico di Lomazzo. E assumerà una connotazione di vera e propria azienda, con l'assunzione di personale per gestire la fase di strutturazione del prodotto.

e.conca

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