Mercoledì 12 Maggio 2010

Sotto la carrozzeria Mercedes
batte un cuore tutto comasco

La nuova Mercedes SLS è targata Como. Torna infatti con un design unico e dall'appeal italiano, l'auto che ha fatto sognare generazioni: la SLS AMG, "ali di gabbiano", grinta e design tipici del made in Italy, in questo caso tutto lariano, hanno dato origine ai dettagli di una "storica".
La sportivissima del gruppo di Stoccarda infatti ha un cuore comasco, il team, composto da 15 tra ingegneri, designer, architetti, che da anni risiede a Villa Salazar, a pochi passi da Villa Olmo, ha infatti realizzato gli interni dell'auto.
Un simbolo nel mercato delle auto che ha un po' di Lario al suo interno, infatti la plancia è stata studiata e creata a Como, dove la Mercedes-Benz, dal 1998, ha il proprio quartier generale e, all'interno del quale, vengono studiati, ideati e creati i progetti per gli interni di ogni nuovo modello di auto, ma non solo. Intorno ai tavoli da disegno, si alternano una quindicina di progettisti che lavorano conteporaneamente a diversi modelli, non solo di auto.
«Da Como partono le idee e si anticipano le tendenze, non ultimo la F800, il prototipo presentato nelle settimane scorse a Ginevra» commenta Michele Jauch Paganetti, general manager della BSc Transportation design ACCD(E). Il team internazionale che si affida anche ad aziende del territorio per trovare pellami, stoffe e piccole parti d'arredo ha proprio questo obiettivo rimarcando la forza del made in Italy. Qui vengono dettate le tendenze del mercato. Il design infatti per il team che caratterizza gli uffici di Como è l'unico traguardo non solo nel settore dell'auto, ma dei trasporti più in genere per i quali Mercedes-Benz ha investito. E' un ponte tra discipline e settori diversi. L'idea è quella di rappresentare un processo creativo che vive di impulsi in continua evoluzione.
Con questi obiettivi nel 2006 è nata la SLS AMG: l'idea di trovare la giusta combinazione tra l'essere sportiva e d'effetto, che avesse un impatto al di sopra delle aspettative. Degli interni che combinassero al meglio ogni particolare, per questo l'idea di un giusto binomio tra pelle e alluminio, per sottolineare appunto il carattere sportivo del prodotto. E così fu. L'idea, che tra l'altro venne accolta in parte dalla casa madre a Stoccarda, prevedeva una plancia "con superficie in negativo", caratteristica delle auto anni '60, ma riviste in chiave moderna, direi futuristica."

p.berra

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