Mercoledì 12 Maggio 2010

Ascensione, dogana chiusa
Si rischia l'invasione dei Tir

COMO - Tredici maggio, giovedì, festa dell'Ascensione in Svizzera e Como rischia di trovarsi i Tir in piazza Duomo: i mezzi pesanti diretti nel Nord Europa troveranno chiusa la dogana oggi per festività e chiusi Como Docks - Lario Tir  fino a domenica per allagamento. Anzi, inondazione da fogna, un metro di acqua torbida che sommerge impianti ed infrastrutture da 30 milioni di euro investiti da Planzer Sa, la società svizzera che ha acquistato nove anni fa l'unico servizio all'autotrasporto di cui dispone Como città - snodo dei traffici commerciali europei.

«Vergogna, vergogna e vergogna», dice Walter Gemple, amministratore delegato di Como Docks, guardando dalla finestra del suo ufficio il disastro sul grande piazzale destinato ad 800, 900 Tir al giorno.
Ma non è solo questo il disastro: consiste, piuttosto, nello stato d'animo in frantumi, così in frantumi da portare Gemple a dire: «In certi Paesi, per essere disonesti, bisogna essere coraggiosi. In Italia, devi essere coraggioso per essere onesto». Dice che l'indignazione e lo sconforto gli hanno stretto la gola e il cuore l'altro ieri, quando il Comune di Montano Lucino gli ha notificato una multa da 200 euro per ritardata dichiarazione di cessione di fabbricato. Il paradosso: il vigile notificatore, per arrivare in ufficio e chiedergli la carta d'identità, non sapeva come fare a guadare l'acqua.

Ma che cosa è successo? La Società ha ceduto in affitto a Csu, Como Servizi Urbani, magazzini per stoccare le merci che dovranno essere distribuite in città murata ai negozi, con le auto elettriche, per superare il problema dei Tir in centro. Fatto il contratto, entro 48 ore doveva essere comunicato al Comune. Invece, è stato comunicato successivamente e il Comune ha inviato la multa. Tutto regolare, tutto giusto, tutto efficiente. «Non ho visto altrettanta solerzia nella prevenzione dei danni da allagamento», sottolinea Gemple e chiede perché non si conosca mai il nome del responsabile di una pratica, di una procedura, di un incartamento.

«L'assessore Fulvio Caradonna sembrava determinato a risolvere il problema dello scolmatore - aggiunge - si è dimesso. Gli uffici, no, non si sono dimessi. Ma la pratica dello scolmatore chissà dov'è finita». E chissà dov'è finita la pratica relativa alla trasformazione di un terreno agricolo adiacente a Lario Tir per l'ampliamento dei servizi agli autotrasportatori.
Intanto, in quest'area Docks, lavorano trecento persone: vanno a prendere i documenti sui camion al di là della cloaca con i fuoristrada. Oppure, sono gli autisti che si tolgono le scarpe, si rimboccano i pantaloni e attraversano a piedi nudi la cloaca per raggiungere gli uffici. Questo è il sale sulla pagnotta che ci si deve guadagnare e Giorgio Colato, vicepresidente del Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori tuona da lontano:«Ma quando gli enti pubblici comaschi si accorgeranno degli impianti di Comosud e li degneranno di attenzione?», chiede. Sono privati. «Ma svolgono un servizio pubblico. Gli enti pubblici del territorio si assumano le proprie responsabilità», rimarca Colato che ha destinato, attraverso il Comitato, 300.000 euro alla Docks.

Finora, qualcosa è stato concretamente erogato. «Ricordate l'uragano Katrina? - chiede Gemple - è costato la presidenza Usa ai Repubblicani, perché Bush non è intervenuto. Se in una città un sindaco o chi per esso non interviene su un problema, può essere rieletto?». Gli Svizzeri, gli stranieri, non capiscono che qui non si fa niente per non sbagliare. «Il privato dev'essere sempre a disposizione - conclude Gemple - ma quando ha bisogno, sono tutti latitanti. Siamo a Como, non a New York, mi rendo conto. Il sindaco di New York  sarebbe venuto subito. Ci avrebbe scongiurato di non chiudere. Invece, in questo disastro, non si vede nessuno. Forse è venuto il momento di dire Good bye, Italy».

s.ferrari

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