Giovedì 20 Maggio 2010

Nella busta il nome del vincitore
Como, dietrofront sul concorso

COMO - La busta era già pronta, il foglietto con il nome del vincitore anche. I consiglieri comunali Roberta Marzorati, Mario Molteni e Alessandro Rapinese erano sicuri di aver individuato il nome del candidato che avrebbe vinto il concorso per dirigente del settore Servizi sociali del Comune. Un mese fa avevano denunciato che i requisiti richiesti per poter partecipare al concorso erano, a loro dire, per lo meno “curiosi” e sembravano quasi “cuciti su misura per qualcuno”, dicendosi sicuri del vincitore ancor prima che si chiudessero i termini per la presentazione delle domande.

Una provocazione che ha colto nel segno visto che, a sorpresa, i termini del concorso sono stati riaperti (le candidature potranno pervenire fino al prossimo 12 luglio) e il bando ha subito una serie di modifiche, compreso l'ampliamento dei requisiti. La comunicazione è arrivata ieri direttamente da Palazzo Cernezzi. Cambia, in primis, il titolo di laurea necessario per poter concorrere. Inizialmente era prevista l'esclusione di tutti coloro che non avessero una laurea specialistica in Pedagogia, Psicologia, Scienze dell'educazione o Scienze sociali, ora invece sono stati aggiunti come titoli di studio validi anche la laurea in Lettere, Filosofia, Giurisprudenza, Scienze politiche e Sociologia. Resta in parte confermato, tuttavia, un secondo requisito che aveva suscitato perplessità nei consiglieri di minoranza: quello sulle esperienze lavorative maturate.

Il bando, in sostanza, stabiliva che i candidati dovessero aver lavorato nell'area Servizi sociali di enti regionali per almeno dieci anni, oppure di pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, o di strutture private per almeno sette anni. I primi due punti sono stati parzialmente modificati, mentre è rimasto il terzo, cioè proprio l'indicazione - sette anni invece dei consueti cinque o dieci - che era finita nel mirino di Molteni, Marzorati e Rapinese. «Il campo dei partecipanti è stato ristretto moltissimo - avevano tuonato - A questo punto metteremo in una busta il nome della persona che, secondo noi, vincerà il concorso. Faremo protocollare il tutto e, dopo l'assegnazione dell'incarico, la apriremo davanti a tutti. Leggendo il bando, infatti, viene veramente da pensar male...».

Quello sul dirigente dei Servizi sociali non è stato il primo caso di concorso circondato da sospetti. Era il mese di luglio del 2004, per esempio, quando l'allora consigliere comunale dei Ds Aniello Rinaldi chiuse in una busta sigillata un foglio con il nome del candidato che, a suo dire, tre mesi dopo avrebbe vinto il concorso indetto per scegliere il dirigente del settore Opere pubbliche. La spuntò Antonio Ferro (tuttora in carica), Rinaldi aprì pubblicamente il plico e mostrò a tutti che non aveva sbagliato la previsione.
Mi. Sa.

s.ferrari

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