Lunedì 24 Maggio 2010

"Basta jeans a vita bassa"
E il prof si abbassa i calzoni

COMO - L'imitazione dei suoi studenti rischia di costare caro a un professore della media «Fogazzaro» di Rebbio. Stanco di vedere indumenti intimi che sempre più spesso fuoriescono dai jeans a vita bassa di ragazzi e ragazze seduti tra i banchi, il docente ha abbassato i suoi di pantaloni, con l'intento di far capire ai ragazzi l'effetto che fa. Non esattamente gradevole, tant'è che gli stessi alunni se ne sono lamentati con il dirigente, Luigi Fernando Zecca, titolare dell'Istituto comprensivo di Figino Serenza e da quest'anno reggente di quello di Como-Rebbio. «Sicuramente si tratta di un episodio da censurare» dice il preside. «Dopo che ne sono venuto a conoscenza dai ragazzi», aggiunge, precisando che invece nessun genitore si è fatto sentire, «ho compiuto il mio dovere, richiamando il docente». Che tipo di sanzione ne deriverà è ancora da vedere. «Io ho innescato un meccanismo - precisa Zecca -, ora aspetto il responso degli organi superiori». Il preside si dice certo del fatto che si sia trattato di una «pura provocazione», senza «alcuno sfondo di sessuale». Pur tuttavia, ritiene non sia possibile passare sopra il gesto del docente. «Sicuramente un insegnante non deve scendere allo stesso livello dei ragazzi - afferma il preside -. Già la scuola vive le sue contraddizioni, se poi andiamo tutti con i pantaloni abbassati...». Anche Zecca, però, riconosce che l'abbigliamento degli alunni in classe a volte è disdicevole. «Nemmeno io condivido certe mode. A scuola si deve andare vestiti compostamente. Non pretendo il grembiule, ma non accetto le mutande di fuori. Se vedo ragazzi con un abbigliamento inopportuno, all'ingresso o all'uscita dalla scuola, qualcosa glielo dico. Ma certo non mi abbasso i pantaloni. Se lo fa un insegnante, è grave».

s.ferrari

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