Giovedì 27 Maggio 2010

Duemila comaschi
in guerra col telefonino

COMO - Ti telefonano per chiederti se vuoi un contratto, tu rispondi «no, non so» e poi ti arriva una bella bolletta per il servizio che pensavi di aver rifiutato. Uno no, scambiato un sì. È questo che raccontano circa 2mila comaschi all'anno alle associazioni di consumatori dopo aver fatto causa a tutti i gestori telefonici (perché nessuno è immune, dicono i consumatori). Quando c'era quel bel telefono grigio con la ruota e un'unica bolletta della Sip, il problema non esisteva. Ci si lamentava perché la bolletta era cara, ma non c'erano alternative. Ora tutti promettono sconti, tagli, promozioni, parla parla e scrivi scrivi, stai connesso 24 ore su 24, passa a Vodafone e passa a Tim, chiama con Teledue, liberati del fisso, scegli Wind e vieni in Tre. E il passaggio da un'alternativa all'altra spesso contiene una trappola nella quale cascano 2mila comaschi all'anno. Tra questi ci sono le 600 pratiche di Federconsumatori della Cgil, altri mille segnalazioni il Codacons, più i cento e passa che si sono rivolti alla Camera di commercio per la conciliazione negli ultimi quattro anni, più tutti quelli che si rivolgono alle altre associazioni di consumatori. All'Adoc arrivano una decina di segnalazioni al mese, circa 120 all'anno.
«Esperienza insegna che nel 99 per cento dei casi si risolve - dice Giuseppe Doria -, ma i tempi sono lunghi. Perché l'utente deve far causa al gestore contestando un addebito che considera non giusto, Tempo 45 giorni (dipende dal gestore) interveniamo noi con la conciliazione al tavolo nazionale».

m.schiani

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