Martedì 01 Giugno 2010

La fontana di Como
dà lustro a New York

«Questa fontana / dalla città di Como - Italia - / fu donata da / William Rockefeller / e da lui ubicata / nel presente luogo / 1902». Siamo a New York, nel quartiere del Bronx. O meglio, sono a New York: i fratelli Marco e Ricky Concetti. Il primo veterano del settore tessile, da tempo emigrato nella Grande Mela dove continua ad occuparsi di creatività abbinata al tessuto e a collaborare con la sua città d'origine; il secondo detective privato, residente sul Lario, con la passione per la fotografia e le riprese video, di cui aveva dato prova con un irriverente cortometraggio ambientato nel cantiere delle paratie. Si intitolava a «Cara.donna sei una...». Protagonisti un ragazzo e una ragazza impegnati in un (finto) amplesso. Lei, appoggiata alla famigerata parete di cemento che ci aveva rubato la vista del lago, al culmine del rapporto se ne usciva con un liberatorio «Vedi che a qualcosa serve 'sto cazzo di muro».
Approfittando di una visita al fratello dall'altra parte dell'oceano, Ricky Concetti ha pensato di approfittarne per girare un secondo video su "quello che ci siamo persi": più di cento anni prima della vista del lago, ci eravamo già giocati la grande fontana che abbelliva piazza Cavour. Nel 1872, un anno dopo la definitiva trasformazione del porto di Como nel "salotto buono" della città, l'imponente fontana era stata regalata alla città da conte Sebastiano Mondolfo, triestino d'origine e milanese d'adozione famoso ai più per aver realizzato la prima linea ferroviaria italiana (la Milano - Monza). Alta poco meno di dieci metri, era decorata con una profusione di najadi, tritoni, cavallucci marini e, sulla sommità, un grande cigno. Ma vent'anni dopo, a causa dei costi di gestione e manutenzione, fu smontata e dimenticata in un magazzino comunale. Finché il miliardario William Rockefeller decide di acquistarla e portarla a New York. Da allora, a ondate, a Como si riaccende il dibattito su come riempire la piazza vuoto. Ma a più di un secolo di distanza non si è ancora trovata una soluzione.
«Certo che la fontana fosse rimasta a Como non so quanto sarebbe durata - osserva il videomaker -. Con tutti i vandalismi che ci sono...». E, invece, nel Bronx se ne sono presi cura, alla faccia di chi continua a dipingere quel quartiere come un esempio di giungla urbana violenta e degradata.
Pietro Berra

p.berra

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