Giovedì 17 Giugno 2010

Maxi tagli ed effetto Tremonti
Ecco i Comuni più tartassati

COMO - Como si organizza per la rivolta contro i tagli ai bilanci previsti dalla manovra Tremonti e, spulciando i dati, sul Lario non è certamente l'amministrazione messa peggio. In consiglio comunale il capogruppo del Pd Luca Gaffuri (che è anche consigliere regionale) ha lanciato l'assist al sindaco Stefano Bruni. «Una volta tanto - ha detto - stia con Formigoni che sta protestando in ogni modo contro la manovra. Chiedo che questo Comune, nella prossima seduta, discuta una mozione possibilmente unitaria per rimandare al mittente questa manovra». Poi ha letto l'entità della scure per Palazzo Cernezzi: sul 2011 un taglio di 3 milioni e 407mila euro (41 euro pro capite) e nel 2012 di 5 milioni 440mila (65 euro pro capite) che in due anni significa 8 milioni 847mila euro (106 euro a cittadino) pari, complessivamente, all'8.3% dei trasferimenti dello stato.

Il record di tagli dei comuni oltre 5mila abitanti è del Comune di Mozzate con il 46% nel 2011 e del 47% nel 2012. Ma ci sono parecchi Comuni che stanno addirittura peggio di Como. Cantù, ad esempio, si vedrà togliere l'anno prossimo quasi 4 milioni di euro e altri 4.6 nel 2012 cioé l'11% e il 13%. Meglio per Mariano Comense con un milione 800mila euro e tagli per percentuali dell 8.9% e del 10.5%, comunque più alte del capoluogo. Erba registra un taglio di 2.8 milioni nel 2011 e di tre milioni nel 2012 che in percentuale significano il 15 e il 17%. Ma anche Appiano Gentile non scherza con milione e mezzo nel 2011 e un milione e 600mila euro: in pratica il 18.8% il primo anno e il 20% il secondo. Tagli pesanti anche a Villa Guardia e Lurate Caccivio. Il record positivo spetta invece a Guanzate che si vedrà togliere l'1.6% nel 2011 e il 2.7% nell'anno successivo. Queste almeno sono le proiezioni effettuate dall'Anci su dati del ministero dell'Economia per i comuni con più di 5mila abitanti che si troveranno in grosse difficoltà.

Il sindaco è perplesso sui tagli ed è d'accordo con Formigoni, ma definisce «inopportuno un documento unitario che spara sul Governo». E aggiunge: «Quando avremo le cifre certe ci ragioneremo».
C'è una cosa, però, che il primo cittadino proprio non condivide della manovra così come impostata da Tremonti: «Le amministrazioni comunali devono avere la facoltà di decidere dove tagliare. Non va bene il taglio calato dall'alto in questo modo». Bruni, invita però anche al realismo: «Vediamo adesso come si sviluppa il dibattito sulla finanziaria. Non si può non farsi carico della situazione dell'Europa e del Paese e dell'esigenza di austerity. Serve in modo deciso che appaia chiaramente che questo sacrificio sia trasversale su tutto il Paese e a tutti i livelli». Appoggia Formigoni, ma dice anche che «le Regioni e i Comuni hanno ruoli e compiti diversi». In ogni caso per tutti saranno anni e bilanci da lacrime e sangue con la prospettiva di aumento delle tariffe per i servizi a domanda individuale. Del resto già all'indomani dei primi dati della manovra lo stesso Bruni aveva parlato della necessità di «coraggio di operazioni radicali» nell'annunciare la necessità di risparmiare sulla spesa corrente (quella che fa funzionare la macchina comunale) un milione di euro. E l'entità dei tagli è sensibilmente aumentata.
Gisella Roncoroni

s.ferrari

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