Venerdì 18 Giugno 2010

Sant'Anna bis, solito pasticcio
Sette anni per non decidere

COMO - La guerra tra il sindaco di Como Stefano Bruni e il collega di San Fermo Pierluigi Mascetti sull'anagrafe si è scatenata nelle ultime settimane, ma il documento alla base del litigio è del 13 dicembre del 2003. Questo significa sette anni di tempo per cercare una soluzione. Invece, nessuno si è posto il problema fino al 2010, fino a ridosso dell'apertura del nuovo ospedale.

Andiamo con ordine. All'articolo 9 ci sono gli "Impegni nei confronti del Comune di San Fermo della Battaglia". E nei confronti di San Fermo il comune di Como si era impegnato a finanziare una parte degli interventi viabilistici (rispetto al milione e 200mila euro ipotizzati, Palazzo Cernezzi ha deciso che verserà alla Provincia 700mila euro). Tra le altre cose si legge: «Il Comune di Como accetta fin d'ora di stipulare una nuova convenzione con il comune di San Fermo della Battaglia per l'utilizzo da parte dei cittadini di San Fermo degli asili nido di Como senza oneri per il comune di San Fermo a partire dall'anno successivo al trasferimento dell'ospedale Sant'Anna nella nuova edificazione in località Tre Camini».

E il paragrafo successivo è quello della discordia: «Il Comune di Como - si legge - si fa carico di continuare ad espletare tutte le formalità per le nascite e le morti avvenute nel nuovo ospedale e a non far gravare su San Fermo oneri di sorta per tali procedure e per tutti gli oneri in generi derivanti dalla gestione (affidi, servizi sociali, ecc)». E proprio su questo si sta cercando una soluzione. Sembra prendere corpo la richiesta di intervento al ministro dell'Interno Roberto Maroni chiamato sostanzialmente a stabilire che in caso di ospedali di rilevanza provinciale che si trovano su più Comuni, si consideri che i nati e morti si trovino nel comune capoluogo. Ieri Bruni ha incontrato il prefetto Michele Tortora.

«Sulla percorribilità della soluzione - spiega il prefetto - ho affidato ai nostri tecnici una valutazione. Il sindaco si è anche riservato di parlare con gli altri comuni interessati, incluso San Fermo, per arrivare a sottoscrivere una richiesta congiunta al ministero dell'Interno. Richiesta di parere o di decreto correttivo. Appena ci sarà questo documento sarà mia premura attivarmi immediatamente per chiedere l'analisi ai funzionari ministeriali». Ci si trova però adesso a correre, quando in sette anni si sarebbe potuta trovare una soluzione.
Negli ultimi giorni il livello di scontro tra Bruni e Mascetti si è alzato a dismisura. Il sindaco di Como è arrivato a definire il canone di 650mila euro annui per i parcheggi che l'azienda ospedaliera verserà al Comune di San Fermo «tangenti pubbliche, il pizzo che va pagato al Comune di San Fermo per poter aver fatto l'ospedale. Lecito, certo, ma è così». Dal canto suo, il primo cittadino di San Fermo, Pierluigi Mascetti aveva replicato dicendo «lo stile non si compra al supermercato». Il clima, resta molto molto teso. E la soluzione del caos ancora lontana.
Gisella Roncoroni

s.ferrari

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