Giovedì 01 Luglio 2010

Ca' d'industria e cibo scarso
Ospiti detective col telefonino

Como - «Ci rispondono sempre che qui non siamo a Villa d'Este. Noi replichiamo con una battuta: non vogliamo la prima qualità, ma la qualità di prima». Sul caso Ca' d'Industria hanno preso posizione tutti: lavoratori, sindacati, vertici della fondazione, amministratori locali, politici. Ora parlano gli ospiti (ne abbiamo incontrati molti in questi giorni) e nel mirino finisce la qualità dei pasti serviti a tavola, decisamente peggiorata dopo l'esternalizzazione del servizio. Gli anziani, tra l'altro, non si limitano alle parole, ma hanno prodotto una sorta di dossier, fotografando addirittura il cibo, a più riprese, con i telefoni cellulari. Nonostante l'età avanzata e gli inevitabili acciacchi, insomma, i “nonni” si sono trasformati in 007 dotati delle migliori tecnologie. Manovrando i cellulari con abilità degna dei ragazzini "telefonino dipendenti", mostrano le immagini catturate nei giorni scorsi e non nascondono l'amarezza. «A noi non interessano le polemiche, ma la verità è che da quando il servizio cucina è stato dato all'esterno (alla società Fms, ndr) è cambiato tutto - racconta un ospite di Villa Celesia - Non c'è più un minimo di varietà. Sempre pesce: platessa o bastoncini. Lei sorriderà, caro giornalista, ma qui i pasti sono la cosa più importante, perché non c'è molto da fare…». La lista delle lamentele è lunga: «Siamo stanchi di prosciutto e formaggio, tutte le sere. E non è mica prosciutto di qualità, sa? A volte è proprio immangiabile. Un'altra cosa che ci fa incavolare è l'attesa tra una portata e l'altra, si arriva anche a quarantacinque o cinquanta minuti». C'è poi chi racconta dei grissini serviti al posto del pane, dello yogurt «che è acqua», delle verdure sempre e solo surgelate, delle porzioni ridotte. Episodi che hanno scatenato proteste e lamentele da parte degli ospiti: «Ma non ci sono stati miglioramenti». Qualcuno estrae dalla tasca dei pantaloni un bigliettino: «C'è scritto il numero dei Nas, lo vede? Prima o poi li chiamo».

g.bardaglio

© riproduzione riservata