Venerdì 02 Luglio 2010

La Regione: Pozzi
non è eleggibile

COMO Giorgio Pozzi rischia davvero di dover abbandonare lo scranno in consiglio regionale in quanto ineleggibile. E l'analisi del caso Pozzi ha iniziato giovedì il cammino nella giunta per le elezioni del Pirellone che continuerà la settimana prossima probabilmente con l'audizione dello stesso consigliere.
La discussione di giovedì è top secret, ma da numerose indiscrezioni emerge che durante la commissione è arrivata la conferma che le dimissioni di Pozzi dalla presidenza di Nord Energia sono datate 15 marzo, in ritardo quindi rispetto ai termini previsti dalla legge. Pertanto la sua elezione a consigliere regionale non sarebbe valida nonostante le 16.530 preferenze personali. Leggi alla mano, infatti, non poteva essere eletto. Anche durante la commissione di giovedì al Pirellone è stata ricostruita la situazione del consigliere comasco con il riferimento alla legge 154 del 23 aprile 1981 che norma l'eleggibilità dei consiglieri. E, nel dettaglio, i commi 10 e 11 dell'articolo 2. Il 10 dice testualmente che sono ineleggibili «i legali rappresentanti ed i dirigenti delle società per azioni con capitale maggioritario rispettivamente della Regione, della Provincia o del Comune». Pozzi, come detto, era presidente di Nord Energia, al 60% di proprietà di Fnm (il restante 40% è dell'Azienda Elettrica Ticinese) e Fnm ha come maggior azionista con il 57.7% niente altro che la Regione Lombardia. Il comma 11 della stessa legge dice poi che sono ineleggibili «gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dalla Regione, Provincia o Comune». La norma non ha effetto se l'interessato si dimette «non oltre il giorno delle candidature»: Pozzi l'ha fatto con 17 giorni di ritardo. Adesso la giunta per le elezioni tornerà a riunirsi, il consigliere potrà presentare le sue controdeduzioni. La certezza è che la vicenda sarà chiusa entro la prima settimana di agosto. Dovrà esprimersi anche l'aula consigliare che potrebbe decidere di “salvare” il comasco.

f.angelini

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