Mercoledì 14 Luglio 2010

Bollette pazze?
Meglio conciliare

Buone notizie per i consumatori: nel comparto della telefonia la conciliazione risolve sempre più controversie. L'esperienza diretta dell'Adoc di Como segnala infatti che negli ultimi sei mesi ben il 90 per cento delle attività di conciliazione avviate dalla struttura comasca dell'Associazione difesa orientamento consumatori con le compagnie telefoniche si è chiusa positivamente per gli associati, anche quando la controversia era già affidata dalle compagnie alle società di recupero crediti. Nel dettaglio, su 27 procedure 26 sono andate a buon fine.
«Si tratta - spiega il presidente di Adoc - Como Giuseppe Doria - di suonerie ma richieste addebitate in bolletta, di vecchie fatture che non si capisce se sono state pagate o meno, di passaggi inconsapevoli da un gestore all'altro, di traffico Internet, fino ad arrivare a casi limite di sovrafatturazioni molto consistenti. Andare a buon fine significa l'abbuono dell'intera cifra non dovuta, piuttosto che l'accordo al pagamento di parte della stessa. I numeri quindi ci stanno dando ragione per cui il nostro invito è di segnalare le situazioni anomale e di ricorrere alle associazioni di consumatori che offrono queste opportunità, da non buttare soprattutto in tempi di crisi». Per poter accedere alle procedure conciliative si deve attivare direttamente, o per il tramite - appunto - di un'associazione dei consumatori, un reclamo ufficiale sulle questioni da contestare. Trascorso un lasso di tempo che varia, a seconda delle società, da 15 a 45 giorni, si può attivare il tentativo di conciliazione. Il servizio non comporta spese se non quella della tessera associativa Adoc che costa dai 10 ai 40 euro l'anno (maggiori informazioni sul sito www.adoc-como.org).
Gigi Albanese

p.berra

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