Mercoledì 21 Luglio 2010

Rapinese in consiglio
con la maglietta: "Comorra"

COMO «Comorra». Era inequivocabile la scritta stampata sulla maglietta che il consigliere comunale Alessandro Rapinese (Area 2010) indossava lunedì sera nell'aula di Palazzo Cernezzi. Chiarissimo il riferimento al best seller di Roberto Saviano, «Gomorra», trasformato in «Comorra» per sottolineare l'allarme ‘ndrangheta suonato sul Lario nelle ultime settimane. Un tema che Rapinese ha voluto portare all'attenzione del consiglio, prendendo la parola all'inizio della seduta e depositando poi una mozione urgente. Il consigliere di opposizione è partito proprio evidenziando le similitudini tra i fatti raccontati da Saviano e l'ipotesi che nel sottosuolo del nuovo Sant'Anna siano stati nascosti rifiuti proibiti: «Molti di noi - ha detto Rapinese - hanno letto Gomorra. Lì si parla di come si facevano affari nel profondo sud: smaltendo rifiuti tossici in modo illegale, tanto che si trovavano batterie sotto i pomodori. Io sono nato a Como e non ho mai sentito parlare di infiltrazioni malavitose a questo livello sul nostro territorio. Qui abbiamo il problema dell'evasione fiscale, abbiamo avuto il contrabbando per anni, ma per queste cose abbiamo degli anticorpi. I contrabbandieri, in un certo senso, facevano parte del nostro background, avevano anche una funzione sociale come ricorda Van De Sfroos, pur restano dei delinquenti. Io invece non ho gli anticorpi contro il tipo di crimine che sta emergendo ora, non sono disposto a tollerarlo». Rapinese ha invitato tutti ad alzare la guardia. Chiarissimo il testo della mozione, peraltro sottoscritta da tutte le opposizioni: «Preso atto della presenza di organizzazioni malavitose operanti nel territorio comasco - recita il testo - e considerato che le grandi opere, così come altre azioni dell'amministrazione, generano grandi appalti e pertanto un potenziale grande interesse delle citate organizzazioni, il consiglio comunale impegna il sindaco a compiere tutte quelle azioni che possano evitare il rischio di infiltrazioni di organizzazioni malavitose nell'economia comasca».

f.angelini

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