In valigia una cassaforte
piena di soldi e preziosi

In dogana su un treno proveniente dalla Svizzera interna le autorità doganali hanno svolto i consueti controlli, imbattendosi in un bagaglio davvero sospetta. Pesava cinquanta chili, ed è apparso subito chiaro che, da sola, quella ragazzina seduta accanto non fosse in grado di spostarla neanche di un centimetro. La sorpresa è stata se possibile anche più grande quando le fiamme gialle l'hanno aperta

COMO Se ne sono viste di tutti i colori, negli anni, alla stazione internazionale di Chiasso, ma quando finanzieri e funzionari di dogana si sono imbattuti nel "musino" di questa ragazzina che sosteneva di avere solo 13 anni e in quella sua incredibile valigia, beh, davvero hanno stentato a crederci. La notizia, che risale allo scorso 20 agosto, è emersa soltanto nelle ultime ore: su un treno proveniente dalla Svizzera interna le autorità doganali hanno svolto i consueti controlli random, imbattendosi in una valigia davvero sospetta. Pesava cinquanta chili, ed è apparso subito chiaro che, da sola, quella ragazzina seduta accanto non fosse in grado di spostarla neanche di un centimetro. La sorpresa è stata se possibile anche più grande quando le fiamme gialle l'hanno aperta, trovandoci nientemeno che una cassaforte, palesemente piena, a giudicare dal peso. C'era di tutto:ori, preziosi, denaro contante, orologi di valore quasi inestimabile, ma anche carte di credito, titoli, traveller's cheque, un autentico ben di Dio che - si è scoperto poco dopo, al termine di una breve indagine - proveniva dall'abitazione di un imprenditore di Lucerna che pochi giorni prima aveva denunciato di avere subito un furto. La cassaforte, peraltro, pur essendo chiusa, portava segni piuttosto evidenti di effrazione: alle domande dei funzionari che le domandavano dove avesse preso quel forziere, la ragazzina rispondeva senza troppi dettagli, limitandosi a spiegare di averla avuta in consegna da un adulto, il quale avrebbe quasi certamente provveduto anche a riprendersela, una volta che l'insolito "corriere" fosse riuscito a portarla fuori dalla Confederazione, fino alla stazione di Milano centrale. Dopo avere ricostruito la provenienza della refurtiva, e prima di denunciarla per ricettazione, la guardia di finanza ha chiesto all'ospedale di accertarne l'età con un test radiografico: era evidente che non potesse avere già diciotto anni, ma era anche evidente che avesse oltrepassato la soglia dei 13 dichiarati, età che in teoria l'avrebbe resa totalmente immune da qualsivoglia genere di conseguenza penale, visto che i Codice italiano esclude l'imputabilità per i minori di 14 anni. I finanzieri ci hanno azzeccato: perché in ospedale, i medici hanno stabilito che il corriere dovrebbe avere sedici anni. È stata naturalmente deferita al tribunale dei minori di Milano per il reato di ricettazione, salvo poi essere rimessa in libertà.

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