Martedì 31 Agosto 2010

Beato Guanella
santo nel 2011

COMO Era un povero prete, un umile parroco di montagna. Diventerà ufficialmente santo l'anno prossimo, ma il suo nome, Luigi Guanella, è già nel cuore dei comaschi e dei fedeli della diocesi comense, le sue opere sono diffuse in tutto il mondo e la sua famiglia è sterminata.
La data della canonizzazione di Don Guanella non è ancora stata fissata, ma rappresenta uno degli eventi dell'anno prossimo per la Chiesa locale e ieri, monsignor Angelo Riva, vicario episcopale per la cultura e monsignor Flavio Feroldi, vicario episcopale per la pastorale, hanno accennato al programma. Ieri, infatti, nel seminario di Muggiò, con il vescovo, Diego Coletti, il clero diocesano si è riunito per una giornata di spiritualità sacerdotale che segna l'inizio dell' anno pastorale 2010 - 2011, mattinata dedicata alla formazione spirituale e il pomeriggio alla programmazione. Due sono gli eventi principali dell'anno prossimo: la canonizzazione di don Guanella e l'Anno Innocenziano, la celebrazione del IV centenario della nascita dell'unico Pontefice comasco, Benedetto Odescalchi, nato nella nostra città il 19 maggio 1611 ed eletto alla Cattedra di San Pietro con il nome di Innocenzo XI. «All'interno del percorso pastorale - afferma monsignor Feroldi - i due eventi offrono l'occasione per risvegliare la Chiesa locale su due dimensioni. Innanzitutto, il valore della santità semplice e popolare partita da un prete e che ha innervato il mondo. E la dimensione culturale e sociale, con l'Anno Innocenziano». Da tempo, la chiesa locale non era coinvolta su eventi ad alta intensità come quelli che conclusero il secolo scorso, la visita del Papa Giovanni Paolo Secondo, il Congresso Eucaristico, l'Anno Santo e che lasciarono tracce profonde. S'è impegnata su grandi piani pastorali, sulla riorganizzazione della Diocesi, sulla nuova evangelizzazione, poiché il problema principale è quello della fede, in un'epoca di scristianizzazione e di cambiamenti ad ogni livello. Ma certo, la santificazione di un «figlio della diocesi comense», Casa Madre in città e un respiro mondiale, segnerà il calendario anche nelle parrocchie, nelle associazioni, nella società civile. Il sei settembre, annuncia monsignor Riva, il vescovo Coletti sarà a Roma per i primi contatti sulle celebrazioni e, in seguito, sarà costituito un Comitato con la Famiglia Guanelliana per l'organizzazione delle manifestazioni. Solo in città, in via Tommaso Grossi, l'Opera Don Guanella si esprime nella Casa madre, nella Casa Divina Provvidenza, che comprende la casa anziani, il centro educativo per minori, la comunità alloggio, il micronido, il centro culturale, la Comunità pastorale - formativa, il santuario del Sacro Cuore e da qui, l'undici settembre, partirà la fiaccolata fino al Santuario della Madonna del Prodigio, a Garzola. C'è la mensa dei poveri e c'è il laboratorio di falegnameria, ma è solo un assaggio di tutte le realtà in diocesi, in Italia e nel mondo. A Lora, la Casa di Gino, per disabili adulti e l'Istituto Santa Maria della Provvidenza. E la fiducia nella Provvidenza fu compagna di viaggio di Don Guanella, «padre dei miseri e dei derelitti, apostolo d'evangelica carità», come lo salutò Como in occasione dei funerali in Duomo, il 28 ottobre 1915. Aveva 73 anni, una vita da servo della carità, «per l'amore di Dio e per i fratelli». Come disse nell'Omelia il cardinal Andrea Ferrari, «Sotto le grandi ali protettrici della sua opera, trovarono ricovero e soccorso operai, vecchi, derelitti, tutte le grandi e piccole miserie che affliggono l'umanità quaggiù». Salirà agli onori degli altari per un miracolo: per intercessione di Don Guanella, nel 2002 è inspiegabilmente guarito da un gravissimo trauma cranico un giovane di Springfield, California. Come ha detto il vescovo Coletti: «Don Guanella è il primo Santo dei tempi moderni».
Maria Castelli

a.savini

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