Martedì 07 Settembre 2010

Comaschi evasori?
Il redditometro dice no

Fanno acquisti, vanno in giro in automobile e che automobile, consumano energia elettrica, abitano in una bella casa e riescono perfino a mettere soldi da parte: il Fisco s'interroga e, tabelle alla mano, verifica se il tenore di vita è compatibile con la dichiarazione dei redditi. Le tabelle territoriali sono state pubblicate ieri dal "Sole 24 Ore" che, in collaborazione con il Centro Studi Sintesi, ha elaborato un indice per misurare le differenze tra il reddito dichiarato e i consumi. Se la differenza è positiva, significa che il rischio di evasione è basso. Se l'indice è negativo, significa che il benessere potrebbe derivare da redditi nascosti. E Como, tra il 2006 e il 2008, è scivolata in zona a rischio: è al 56esimo posto, su 103 della classifica, cioè i redditi giustificano appena appena il tenore dei consumi. Come tutte le statistiche, anche la classifica rappresenta una media che non tiene conto della variabilità individuale e c'è pure un elemento che appartiene al costume comasco: far vedere poco, spendere senza spandere. Ad ogni modo, il reddito medio disponibile per ogni comasco, nel 2008, è stato di 19.070,5 euro, sulla media lombarda di 21.624,8.
Per i generi alimentari, ciascuno ha speso 2.705 euro e chissà perché i comaschi, residenti nella «terra dei supermercati» spendono meno rispetto alla media lombarda, 2.836 euro, alzata dai 3.086 di Milano. Ma di più che a Varese (2.696 euro) o a Lecco (2.654) pur avendo un reddito di qualche centinaio di euro inferiore. Forse sono più esigenti o forse hanno messo da parte risparmi ai quali attingere: i depositi bancari, in tre anni, sono cresciuti del 6,28%, contro il 5,40 di Varese, mentre Lecco è stata ancora più formica con l'8,46% in più.

e.conca

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