Venerdì 17 Settembre 2010

"Noi avvelenati da eternit
e tralicci dell'elettricità"

COMO - C'è una stradina che parte da via Giussani e che corre accanto alla Coop. Via Guido da Como. In fondo ci sono condomini marroni incastonati tra i tralicci dell'alta tensione e con vista (almeno da un lato) su alcuni vecchi capannoni dismessi e completamente ricoperti di eternit. Fulgenzio Fuccella ha portato la moglie, una manciata di giorni fa, in ospedale per un trapianto di midollo. Giovanni Zanotti, dal suo balcone, allarga le braccia e dice: «Io, qui sono stato il primo. Il primo ad avere un tumore e, fortunatamente, l'ho preso in tempo e l'ho curato».
I due vicini di casa vivono lì da una trentina d'anni e passano in rassegna i condòmini malati o morti di tumore. Scuotono la testa e dicono che, secondo loro, sono troppi e, per questo, presenteranno un esposto all'Asl per chiedere di verificare se l'alta tensione e l'eternit abbiano qualche responsabilità.
«Nel 1984 - racconta Zanotti - sono stato il primo ad essere colpito dal tumore e, per fortuna, mi è stato diagnosticato in tempo e l'ho curato. Così, però non è stato per molti altri miei vicini di casa». Fuccella interviene: «Purtroppo, se penso al condominio, su 50 famiglie abbiamo avuto 6 decessi e 8 tumori in corso e diagnosticati, compresa mia moglie. Tanti, troppi. Faremo un esposto all'Asl perché controllino se ci sono rischi. Noi sospettiamo che i tralicci e tutto quell'eternit abbiamo delle responsabilità. Qui, tra l'altro, ci sono anche tanti bambini che saranno esposti per un tempo più lungo e, se ci sono dei rischi, vogliamo saperlo». Zanotti dal suo appartamento ha la vista sull'eternit (la legge ne vieta l'utilizzo dall'inizio degli anni Novanta, ma non obbliga alla rimozione: è evidente che quello non rimosso, con il passare degli anni e a maggior ragione se si tratta di strutture dismesse, si ammalora e disperde fibre killer) e sulla fila di tralicci per la corrente elettrica. Come se non bastasse si vede pure un impianto per la telefonia mobile. «A Milano - dice - lavoravo con il responsabile dell'elettricità del museo della scienza e della tecnica e ricordo benissimo che mi diceva che i piloni dell'alta tensione sono pericolosi. Figuriamoci noi che siamo esposti da trent'anni. Vorremmo vederci chiaro e qui i malati di cancro stanno iniziando a diventare troppi. L'Asl deve controllare perché non sappiamo cosa respiriamo e se siamo sottoposti a radiazioni elettromagnetiche. Magari i dati sono nella norma, noi pensiamo di no. Ma quando si sente che un altro vicino di casa si è ammalato tremiamo».
Gi. Ro.

a.savini

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