Mercoledì 22 Settembre 2010

Troppi dipendenti in Comune
Palazzo Cernezzi bocciato

COMO La più grande impresa della città, il Comune, deve dimagrire e recuperare «efficienza e produttività»: lo dice la Corte dei Conti nella ponderosa relazione di 93 pagine presentata al consiglio comunale, esito di un'indagine della magistratura contabile che ha passato al setaccio tre anni di amministrazione, dal 2005 al 2007.
«Il rapporto tra dipendenti comunali e popolazione è in miglioramento. Ma al 31/12/2007 risulta di 1 a 82 e quindi peggiore di oltre il 30% rispetto al parametro medio nazionale di un dipendente ogni 121 abitanti»: è la prima osservazione della Corte dei Conti che riconosce, tuttavia, che l'incidenza della spesa di personale sul totale della spesa corrente è del 32%, «molto inferiore rispetto all'obiettivo del 41% fissato dal ministero». All'inizio del 2008, erano 1.014 i dipendenti in servizio, contro i 1.047 del 2005 e due anni fa, la popolazione assommava a 83.185 abitanti. L'attualità: a marzo 2010, quando la giunta comunale ha approvato la «rideterminazione sulla dotazione organica», i dipendenti in servizio con contratto a tempo indeterminato erano 896, di cui 189 part time; 90 con contratto a tempo determinato e 17 Co.co.co, 18 i dirigenti di ruolo in servizio, contro i 17 di ruolo rilevati dalla Corte dei Conti nel 2007, tre a tempo determinato. Totale, 1014. Poiché il numero degli abitanti è salito a 84.812, il rapporto è di 1 a 83: Palazzo Cernezzi si conferma il più importante datore di lavoro in città e sarà il numero uno quando l'ospedale si sposterà a San Fermo della Battaglia. La stessa seduta di giunta aveva indicato la dotazione organica in 1042 unità, di cui 24 dirigenti, con un potenziamento nel triennio soprattutto di figure tecniche di categoria più alta, C e D e nel settore della polizia locale e della sicurezza. Si profila dunque un aumento dei posti di lavoro, in Comune: la Corte dei Conti storcerà il naso? «Occorre che l'amministrazione orienti le proprie scelte di programmazione del personale con l'obiettivo di ricondurre il rapporto dipendenti/popolazione entro il limite di virtuosità stabilito». Il rapporto sulla popolazione rimane sempre alto o comunque superiore alla media nazionale e l'ultima spesa calcolata dalla Corte dei Conti per gli stipendi è stata di 26 milioni e 582mila euro, pur sempre di peso sul totale della spesa corrente, ma inferiore a quella del 2006. Aumenterà con le nuove assunzioni o con la stabilizzazione dei precari? La giunta assicura di no: «Provvederà alla copertura dei posti attualmente affidati a contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nella consapevolezza che il limite di spesa risulterà immutato».

a.savini

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