Venerdì 24 Settembre 2010

Carlazzo, dopo tanta attesa
la sentenza sull'elicottero

CARLAZZO - Quando il prossimo 26 ottobre il tribunale dirà la sua (la sentenza, salvo sorprese, è attesa per quella data) dal giorno dell'incidente di volo di Carlazzo saranno trascorsi più di cinque anni. Nove ottobre 2005: nella storia più recente del tribunale di Como, pochi altri processi hanno collezionato una simile raffica di inciampi, rinvii, ripartenze, in larga misura connessi alla mancanza di giudici. Se Dio vuole, oggi, siamo agli sgoccioli: ieri si è svolta una nuova udienza, non priva di colpi di scena. Tanta carne al fuoco: in aula, di fronte ai tre imputati (Giovanni Pirovano, Bruno Ortalli e il parroco di Porlezza don Marco Riva, in quanto proprietari dei terreni su cui poggiava la teleferica che tranciò di netto l'abitacolo dell'elicottero) hanno testimoniato Camillo Tirinzone, sottufficiale della Forestale all'epoca in servizio nel Porlezzese, e Luciano Straniero, ex commissario straordinario che tra il 2003 e il 2004 resse le sorti del Comune di Porlezza. Udienza interessante: primo perché i giudici hanno accolto un'istanza dei legali della diocesi che chiedevano di sentire il signor Umberto Sala, indicato da un altro teste (Roberto Crispi, per il quale il tribunale si era scomodato andando a sentirlo addirittura in casa di riposo, a Porlezza) quale utilizzatore recente di quel cosiddetto "palorcio", sorta di rudimentale teleferica. Tutto ruota attorno a un diritto di servitù che, in assenza di un utilizzo, decade dopo vent'anni: in sostanza, se nessuno per quel periodo usa la teleferica, le responsabilità per eventuali danni (in questo caso per il disastro aereo) ricadrebbero sui proprietari dei terreni, non a caso imputati. Se invece si dimostrasse che qualcuno la teleferica l'ha utilizzata eccome, questi ne diverrebbe automaticamente responsabile.

m.schiani

© riproduzione riservata