Venerdì 24 Settembre 2010

Magro è meglio,
anche per morire

Tutti uguali davanti alla morte? Non è vero. La famosa "livella" diTotò trova una clamorosa smentita proprio a Como: il Comune, infatti, rifiuta le cremazioni al forno del Cimitero monumentale per chi supera i cento chili. Insomma, essere molto sovrappeso è un problema anche da morti. Non certo per una forma incomprensibile di discriminazione, ma per un problema tecnico-strutturale legato al passaggio (che risale all'ormai lontano 2001) dal forno elettrico a quello a metano. La denuncia - che trova conferma in Comune - arriva da Marco De Agostini, titolare dell'omonima impresa di pompe funebri: «Periodicamente, l'ultima volta pochi giorni fa, mi trovo alle prese con questo problema. Sembra incredibile, ma è vero: il forno di Como è tarato per funzionare non oltre i 100-110 chili e così a volte ci troviamo costretti a rivolgerci a Varese, Milano, Brescia o Domodossola per la cremazione. Questo determina costi aggiuntivi per le famiglie, che oscillano tra i 200 e i 500 euro, oltre al disagio, a volte, di finire in lista d'attesa perché non residenti». Dal Comune arriva la conferma del problema, ma anche la promessa che farà il possibile per risolverlo entro il 2011. «Entro due settimane - afferma Etta Sosio, assessore ai servizi cimiteriali - sarà ultimata la manutenzione e tornerà in funzione anche il secondo forno, così potremo superare l'attuale emergenza che non ci consente di andare oltre le cinque cremazioni al giorno. Non solo. Nel prossimo bilancio inseriremo uno stanziamento specifico di almeno 50mila euro per indire una gara d'appalto così da garantire una manutenzione ordinaria costante, per evitare i ricorrenti disguidi e di dover fare ogni volta i lavori di corsa. In questa prospettiva cercheremo di risolvere anche il problema tecnico strutturale che ci impedisce di accogliere chi pesa oltre cento chili». Perché essere sovrappeso non suoni come una beffa crudele proprio nel giorno dell'addio.

e.frigerio

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