Venerdì 24 Settembre 2010

Stefania e Alessia,
niente posto dopo il bimbo

Quanto è difficile, per una donna, fare carriera dopo la maternità? La domanda è di stretta attualità, se si pensa al dibattito nato negli ultimi anni attorno alla questione delle quote rosa.
Per Stefania Boleso, 39enne mamma di Anzano del Parco (oggi residente a Milano), laureata con il massimo dei voti all'Università Bocconi di Milano e, per dieci anni, marketing manager di Red-Bull Italia, la risposta è
scontata: è molto difficile. La sua storia, rimbalzata a febbraio sulle pagine del "Corriere della sera", domenica arriverà anche in televisione, insieme a quella di altre donne rimaste senza lavoro dopo la maternità, all'interno di uno Speciale di “Presa Diretta”, in onda alle 21 su Raitre. Il titolo, non a caso, è “Senzadonne” e il programma presenterà una panoramica su una problematica che spesso, in Italia, viene sottovalutata: i disagi delle mamme lavoratrici, alle prese con la mancanza di asili nido e con le discriminazioni delle aziende. Quanto successo a Stefania è indicativo: rientrata dalla maternità nel settembre dello scorso anno, a pochi mesi dall'arrivo della piccola Aleksandra, è stata immediatamente convocata dai vertici aziendali. La comunicazione è secca. «Dopo dieci anni, mi hanno detto che la mia posizione non era più prevista e che avevo a disposizione la buona uscita – racconta la Boleso, che in questi mesi ha aperto un blog, www.pensieridiStefania.blogspot.com, proprio per raccontare episodi di discriminazione che avvengono nel nostro Paese -:
inizialmente non ho accettato e sono rimasta a lavorare in azienda. Mi hanno tolto la responsabilità del marketing e sono stata spostata in un ufficio isolato da tutti, fino a quando, a dicembre, un giorno mi sono sentita male e ho mollato: ho firmato le dimissioni». A pochi mesi di distanza, Stefania ha recuperato la serenità, grazie alla famiglia, accudisce la piccola Aleksandra e ha accettato di raccontare la sua storia sul piccolo schermo. Per il futuro, ha un obiettivo.
«Voglio lavorare nel campo della consulenza marketing - prosegue -, ovvero l'ambito del quale mi sono sempre occupata».
Oltre alla storia della Boleso, lo Speciale, condotto da Riccardo Iacona, punterà le telecamere sull'asilo nido di Bulgarograsso e sulla simile vicenda di Alessia Galbusera, mamma ed ex dipendente della Confindustria di Como, che racconterà come, dopo la maternità, le sia stato negato il part-time. «Abbiamo scelto alcune storie provenienti dal comasco e da altre province del nord Italia, perché si tratta di zone “attaccate” al resto dell'Europa – spiega Iacona, che manderà in onda anche un reportage da lui stesso realizzato in Norvegia, Paese nel quale l'importanza delle quote rosa è in continua crescita – . Le mamme lavoratrici non vivono una condizione facile. Per fare un esempio, secondo le ultime statistiche dell'Istat, nel 2009, nella provincia di Como, c'erano circa 22 mila bambini in età da asilo e solo 1800 posti disponibili negli asili pubblici. In altre zone d'Italia la situazione è decisamente più grave».

e.conca

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