Venerdì 01 Ottobre 2010

"Bala i vacc" contro "i ratt"
Guerra Como Svizzera

COMO - «Bala i vacc»: un anonimo di Varese risponde in termini zootecnici agli anonimi ticinesi di «Bala i ratt». Gli esegeti del mondo animale diranno che cosa è meglio e che cosa è peggio, ma è guerra aperta su Internet e se i manifesti con le vacche non sono ancora apparsi, mentre quelli con le pantegane sono ben evidenti, ha preso posizione Pierre Rusconi, uno dei principali sospettati di coinvolgimento nella campagna ticinese contro frontalieri, criminalità di importazione e Scudo fiscale. «Bala i vacc offende tutte le nostre signore e signorine», dice il presidente cantonale Udc. Perché, raffigurare i 45.000 frontalieri come ratt non è propagare odio? L'anonimo varesino dedica i suoi "pensieri formaggiosi" «ai migranti Vincenzo Rossi, buttato dal padrone in un altoforno, ad Attilio Tonola o Alfredo Zardini ammazzato a pugni e calci da un razzista condannato a 18 mesi di reclusione nel 1974». «Migranti che hanno incontrato persone che ragionavano come voi» e racconta tante cose, l'anonimo, nel suo sito «Bala i vacc», aperto perché aveva scritto al blog di «Bala i ratt», ma non era stato pubblicato, poiché, ipotizza «non rinfocolavo l'odio». Voleva solo dire che la Svizzera ha bisogno dell'Italia e «prima di buttarci a mare ci penseranno due volte». Proprio loro che parlano di reciprocità, sappiano che 40.000 svizzeri lavorano in Italia. Guerra, dunque. «L'umiliazione: è il prezzo altissimo che stiamo pagando– dice un frontaliero – ma serve a far scoprire all'Italia che ci siamo anche noi, siamo un pezzo di Lombardia che emigra ogni giorno e che lavora per un altro Paese». Ben lo sanno i nostri parlamentari: il senatore Alessio Butti, Pdl, per primo e l'onorevole Chiara Braga, Pd, subito dopo, hanno preso posizione, hanno chiesto l'intervento del Governo e anche in Svizzera non sono mancate espressioni di solidarietà ai frontalieri e di valorizzazione del loro lavoro. «Bala i ratt: è un attacco vile e spregiudicato, inatteso quanto volgare»: intervengono gli onorevoli Nicola Molteni ed Erica Rivolta che notano come i primi ad indignarsi siano stati gli Svizzeri stessi. «Questo vile episodio non mette in discussione i rapporti d'amicizia e di collaborazione». Intanto, oggi, dovrebbe essere rivelato il nome dei committenti della campagna «Bala i ratt» e il creativo che l'ha messa a punto ha preannunciato che sarà una sorpresa. Domani, travestiti da ratti, si materializzeranno al mercato di Bellinzona, ma al di là degli scherzi, dei giochi, delle affermazioni serie e delle condanne, resta sempre quel 65% dei ticinesi che hanno votato no alla libera circolazione, guardando all'Italia. Restano certe lettere di ticinesi ai giornali d'oltreconfine: per loro, gli italiani sono ancora i disprezzabili “tagliàn”.
Maria Castelli

a.savini

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