Lunedì 04 Ottobre 2010

Il guru dell'anoressia:
"A Como procura nazista"

COMO - Come Silvio Berlusconi, più di Silvio Berlusconi. Il violento attacco verbale sferrato, attraverso il suo sito internet, dal guru dell'anoressia contro la procura cittadina, fa impallidire perfino gli ultimi commenti riservati alla magistratura dal presidente del consiglio. Waldo Bernasconi, il "professore" che nell'arco di un decennio aveva messo in piedi una rete di strutture per la cura dell'anoressia capace di fruttargli svariati milioni di euro e che tra dieci giorni, il 13 ottobre, dovrà comparire a processo con una collezione di accuse gravissime legate proprio a quella redditizia rete, bolla la procura comasca nientemeno che «nazista».
Sul suo sito internet il guru della casa di cura sanaVita, chiusa dopo la valanga di accuse e di denunce che hanno travolto Bernasconi e il suo entourage, ricostruisce l'inchiesta delle fiamme gialle di Como, coordinata dal pm Mariano Fadda, offrendo il suo punto di vista. In particolare, nel criticare le accuse mosse ai vari coimputati, quando arriva a parlare dell'indagine a carico della moglie Sonja Bernsconi e della figlia Diana Wiesner carica l'obice e si lancia in un'accusa ardita: «Sippenhaft significa responsabilità penale estesa all'intera famiglia. Una pratica legale diffusa nella Germania nazista che riteneva i familiari delle persone accusate di reati contro lo Stato ugualmente responsabili. La colpa di mia moglie Sonja Bernasconi  è quella... di essere mia moglie». E poco sotto: «Diana Wiesner è mia figlia e ciò la rende automaticamente "colpevole" agli occhi della Procura».

p.berra

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