Martedì 05 Ottobre 2010

Ospedale, trasloco finito
Si decide il futuro del vecchio

COMO - Finito il trasloco, ieri il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, ha dato la sua benedizione al nuovo Sant'Anna. Oggi, invece, si dovrebbe decidere il futuro del vecchio ospedale.  Alle 17, in Consiglio provinciale, di discute la variante urbanistica che include la cittadella sanitaria (con i 20mila mq all'Asl e 10mila all'ospedale con i poliambulatori) e che identifica esattamente la parte del compendio che l'azienda ospedaliera metterà in vendita. Nell'accordo di programma del 2003 era infatti già inserita la necessità della variante visto che con la vendita dell'area si sarebbe finanziata parte della nuova struttura a Tre Camini (la stima era di 33 milioni di euro, poi messi a disposizione dalla Regione sottoforma di prestito ponte). La prima proposta per la riconversione di via Napoleona, firmata da Infrastrutture Lombarde, venne respinta al mittente dalla Provincia per problemi di compatibilità ambientale (erano previsti quattro edifici alti fino a 24 metri) e perché non prevedeva la cittadella sanitaria. A quel punto la marcia indietro della Regione e la presentazione della variante (era l'aprile del 2009) attualmente in discussione che contiene espressamente la cittadella sanitaria.
Ieri sono stati presentati due emendamenti. Uno di Giancarlo Galli che, in estrema sintesi, chiede che l'approvazione della variante sia subordinata a un progetto preliminare. Richiesta che ha ottenuto il parere contrario degli uffici. Il secondo emendamento è stato predisposto dal dirigente del settore territorio Giuseppe Cosenza su esplicito mandato della commissione Sant'Anna di venerdì che chiedeva che la Provincia potesse aver voce in capitolo anche nelle fasi successive dell'iter e, per questo, è stato firmato dal presidente della commissione Ferdinando Mazara.
I prossimi passi sono chiari e i tempi dovranno essere rispettati perché, non va dimenticato, da ieri buona parte dell'area del vecchio Sant'Anna è da considerarsi dismessa e con il rischio che diventi una nuova Ticosa.

p.berra

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