Le Circoscrizioni passacarte
a Como costano 100mila euro

Parlamentini di quartiere senza poteri effettivi: si limitano a concedere contributi alle associazioni e a concedere spazi per incontri e tornei. Scatta il giro di vite sulle indennità. E con la prossima legislatura saranno abolite

COMO - Proposte di delibera di contributi ad associazioni e di concessione in uso gratuito di sale della sede per corsi (ad esempio quello di autodifesa alla 7), teatri e convegni; pareri su pratiche edilizie e su regolamenti: sono i temi all'ordine del giorno dei consigli delle circoscrizioni comunali. La dicono lunga sull'attività dei cosiddetti «parlamentini di quartiere», nove per 144 tra presidenti, vicepresidenti, segretari e consiglieri, un costo di 104.000 euro l'anno fra gettoni ed indennità fino all'anno scorso. Ma da qualche mese, per il Decreto Tremonti, i gettoni per i consiglieri sono stati aboliti: non avrebbero arricchito nessuno, poiché si trattava di 35 euro lordi a seduta di consiglio e di 18 euro per le commissioni, ma messi tutti insieme, facevano 32.000 euro l'anno circa. Ed è stata ridotta del 20% l'indennità dei presidenti: oscillava fra i 300 e i 700 euro il mese, secondo il numero degli abitanti. Il budget assegnato dal Comune per le attività di circoscrizione: dai 2000 agli 8000 euro l'anno. Un'attività da «passacarte»: chi direbbe di no ad un coro in cerca di sede o a 200 euro alla Polisportiva dell'oratorio? Ma le circoscrizioni comasche hanno questo potere ed è tutt'altra cosa rispetto a certe città italiane, anche di media dimensione come la nostra, in cui le circoscrizioni gestiscono parchi, giardini o spezzoni di assistenza sociale. Tutt'altra cosa rispetto alle «giunte civiche» tedesche o alla partecipazione dei cittadini francesi ai bilanci comunali. E con la prossima legislatura, le circoscrizioni saranno abolite.

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