La scure del Comune
su asfalti e tombini

Tagliati 4 milioni, uno solo per le strade. Spariscono i giardini a lago. Secondo il sindaco Stefano Bruni la situazione dei conti di Palazzo Cernezzi è problematica. E dalla prossima settimana salteranno altre opere mentre verranno utilizzati fondi per ripianare spese.

COMO - Lo ha detto in ogni modo il sindaco Stefano Bruni che la situazione dei conti di Palazzo Cernezzi è problematica. E dalla prossima settimana salteranno altre opere mentre verranno utilizzati fondi per ripianare spese: è in estrema sintesi, quello che in termini tecnici si chiama «assestamento di bilancio» che sarà in discussione in consiglio comunale a partire da lunedì sera. In pratica si vanno a fare i conti dei primi sei mesi e si tirano le somme andando a togliere soldi da alcuni progetti per ripianare le maggiori spese.
Si tratta di un taglio pari a 4 milioni di euro. Mario Molteni (lista "Per Como") in aula ha fatto i conti sui temi di maggiore interesse per il cittadino elencando i numeri: «Per interventi diversi sulle sedi stradali su un milione 432mila euro spariscono 932mila euro; per le fognature su 835mila euro ne spariscono 730mila; per i tombini sparisce tutto cioé 500mila su 500mila. E ancora per la ristrutturazione delle abitazioni su 339mila euro spariscono 169mila euro e per il dissesto idrogeologico su 165mila euro spariscono 150mila euro». Tradotto verranno tolti buona parte dei fondi per gli asfalti, quasi tutti quelli per le fognature e per il dissesto idrogeologico, tutti quelli per i tombini.
Le entrate, come detto, si sono ridotte per 4 milioni e 625mila euro dovute in parte ai minori incassi legati a oneri di urbanizzazione, monetizzazioni e a minori contributi da Stato e Regione. Contemporaneamente il Comune ha speso di più: esattamente un milione e 863mila euro: un milione di euro per i costi della neve (in parte una quota già spesa per lo scorso inverno e in parte per il prossimo), 200mila euro per la gestione dei rifiuti e la pulizia della città (si tratta dei servizi straordinari, tra cui lo sgombero della ex Ticosa), 200mila euro per le mancate sponsorizzazioni all'ultima grande mostra dedicata a Rubens e 500mila euro in contributi per il servizio idrico integrato a ComoDepur spa (comprende anche quote relative al 2009).
Tra i tagli e i rinvii c'è anche lo stanziamento di 250mila euro per il Museo della Seta. Niente soldi per i giardini a lago: 200mila euro (sui 950mila euro totali previsti) vengono rinviati al biennio successivo. Questo vuol dire un altro rinvio di almeno un anno. Proprio per questo l'assessore alla partita, il leghista Diego Peverelli è uscito dalla giunta prima del voto. «L'assestamento - ha detto - non l'ho votato». Dei 950mila euro necessari per il primo lotto 750mila sarebbero stati ricavati con l'accensione di un mutuo e 200mila erano a bilancio ma sono stati tolti. «Se si tolgono - chiarisce l'assessore - non vado certo ad accendere un mutuo. Comunque io a giorni presenterò il progetto definitivo anche perché non avrei certo potuto fare i lavori in estate, quando la zona è frequentatissima».
Nel portare la delibera in giunta l'assessore al Bilancio Sergio Gaddi ha detto: «Ci troviamo ad operare in uno stato di oggettiva difficoltà dovuta sia alla situazione economica complessiva sia ai riflessi per gli enti locali che derivano dalla politica economica nazionale. In questo quadro grazie al rigore e all'attenzione che abbiamo sempre mantenuto nei confronti delle risorse pubbliche, si riescono a garantire i servizi fondamentali al cittadino e a preparare il terreno per il prossimo bilancio di previsione rispetto al quale avremo un'ulteriore riduzione dei trasferimenti statali». Adesso si passerà in consiglio e non è detto che non ci saranno emendamenti e polemiche.
Gi. Ro.

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