Giovedì 02 Dicembre 2010

Spazzaneve allo sbando
Appalto infinito a Como

COMO - Ditte allo sbaraglio nel circo bianco. Sotto la neve, il pasticcio: l'appalto per lo sgombero, compreso nel capitolato di gara per la manutenzione ordinaria delle strade, non è stato ancora aggiudicato. Solo ieri, sono pervenuti tutti i documenti del casellario giudiziario, dell'Agenzia delle Entrate e della Prefettura che consentono di verificare la posizione delle ditte vincitrici e procedere con l'aggiudicazione. Solo d'ora in avanti, potrà essere firmata la determina dirigenziale che rende esecutivo l'appalto, acquisito il nulla osta della Ragioneria e quindi si passerà alla consegna dei lavori, con firma del verbale. A rigore, prima della firma definitiva, bisognerebbe aspettare 35 giorni per il cosiddetto «decreto ricorsi» perché può anche darsi che tra le imprese escluse dalla gara, qualcuna presenti ricorso al Tar e dunque si debba rifare tutto nel caso avesse ragione. Le ditte stanno lavorando regolarmente, ma «sulla fiducia», perché la gara d'appalto non è conclusa e chissà mai che subentri qualche intoppo, con la conseguente perdita del lavoro e dei legittimi compensi: negli ambienti dell'edilizia, il caso è già sulla bocca di tutti. «Ditte allo sbaraglio», viene intitolato.
«E' falso - lo respinge l'assessore ai lavori pubblici, Stefano Molinari - o, meglio, parzialmente falso». Cioè, è parzialmente vero? «Le cose non stanno così: a settembre, è stata effettuata la gara d'appalto per la manutenzione delle strade - spiega - e in questa manutenzione è compreso lo sgombero della neve». A settembre, è un po' tardi per lo sgombero della neve e tardissimo rispetto alle attese per la manutenzione delle strade. Ma, se è vero che occorreva aspettare le disponibilità di bilancio, è anche vero che da settembre a dicembre intercorrono tre mesi. «Il tempo necessario per l'acquisizione di documenti - sottolinea Molinari - è il Comune che si deve far carico di chiederli agli uffici, tribunale, Agenzia delle Entrate e Prefettura per l'Antimafia. Ai Comuni lo Stato impone di verificare, ma non mette a disposizione un bottone da schiacciare per vedere le posizioni delle ditte». Però, c'è una norma che impone efficienza alle pubbliche amministrazioni: un servizio pubblico può aspettare tempi inverosimili per tre pezzi di carta per sette ditte? «Infatti - afferma Molinari - il servizio è in corso. E come: con la procedura di somma urgenza. Il 25 novembre, un giorno prima della nevicata, sono stati fatti verbali di somma urgenza con le ditte che hanno vinto l'appalto, mettendole in grado di lavorare. Sono stati fatti verbali di somma urgenza anche per le buche». Ma chiunque potrebbe obiettare che la somma urgenza può essere applicata per un evento imprevisto, come il crollo della copertura della torre Pantera: la neve e le buche sono eventi largamente prevedibili, con interventi ampiamente programmabili. «In attesa delle carte, non si poteva far diversamente per garantire il servizio», conclude Molinari che assicura sui fondi del piano neve e della somma urgenza. I conteggi per i pagamenti saranno fatti alla fine e non saranno pagamenti in tempi brevi, ma questo è un altro discorso.
Se le ditte lavorano e sono garantite, perché all'opinione pubblica importa sapere come? E' la domanda degli uffici. Importa, perché è sulle questioni di procedura che le macchine s'inceppano e poi non è bello vedere all'opera uomini e mezzi «allo sbaraglio». Se qualcuno, ogni tanto, si mettesse dalla loro parte, capirebbe che cosa significa. Dalla parte degli uffici: «Il fatto è che gli appalti, maggiori o minori, stanno facendo impazzire gli enti locali - è la difesa - Bello disporli a Roma, quando ci si alza alle dieci del mattino, si mangia un maritozzo alla panna, si va in ufficio e si mette un timbro per scaricare competenze sui Comuni. Avanti un altro».
Maria Castelli

a.savini

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