Sabato 04 Dicembre 2010

Paratie, tutto da rifare
Altro progetto bocciato

COMO Era il 23 dicembre 2009 quando il presidente della Regione, Roberto Formigoni, lanciava un concorso di idee per scegliere il volto del nuovo lungolago e far dimenticare lo scandalo del muro. Dopo due mesi e mezzo partivano gli inviti agli studi di architettura e il 15 luglio scorso veniva decretato il vincitore: Cino Zucchi. A un anno di distanza dall'annuncio del concorso (costato circa 120mila euro), scopriamo che è stato tutto inutile, o quasi. Abbiamo scherzato. Lo certifica una lettera inviata due giorni fa a Comune e Provincia dal soprintendente ai Beni architettonici della Lombardia, Alberto Artioli, che boccia senza mezzi termini il progetto di Zucchi. «Parere negativo per quanto riguarda le nuove opere a lago», si legge. Ed è lungo l'elenco dei motivi: «Si esprimono perplessità sulla piazza d'acqua (immaginata da Zucchi davanti a piazza Cavour, ndr) e sulla connessa passeggiata sospesa - scrive Artioli - Le nuove strutture determinerebbero la creazione di un “diaframma” tra i percorsi del lungolago e lo specchio d'acqua, introducendo un'interferenza alla libera percezione del quadro naturale». Ancora: «I pilastri di sostegno della nuova passeggiata risulterebbero particolarmente evidenti in condizioni di lago basso, determinando un significativo elemento di disturbo e degrado visivo, percepibile da buona parte della passeggiata oltre che dal lago e dalla diga foranea». Aggiunge il soprintendente: «Le opere necessarie alla modifica della sponda obbligherebbero all'esecuzione di ulteriori interventi a lago (prosciugamento dei fondali, palificate ecc.) con presumibili ripercussioni sugli equilibri idrostatici, anche in terraferma».
Ma Artioli non si limita agli aspetti tecnici, parla di costi e tempi esprimendo «forti perplessità». Una sorta di assist al Comune, che con questa bocciatura vede svanire la necessità di trovare gli oltre 6 milioni di euro stimati per la realizzazione del progetto di Zucchi. Cosa accadrà adesso? Il sindaco Stefano Bruni dice di aspettare «una relazione dagli uffici» e spiega: «Nella prossima riunione di giunta decideremo come comportarci».
Michele Sada

a.savini

© riproduzione riservata