Lunedì 20 Dicembre 2010

Assalto in centro per i regali
Ma i ristoranti vanno a rilento

COMO - Meno cinque e poi è Natale. Calendario alla mano, i comaschi si sono riversati in centro ieri per la corsa finale al regalo. Affollato il mercato, piazza Cavour, Volta e Mazzini, piena via Vittorio Emanuele, prese d'assalto via Milano, piazza San Fedele, via Luini e tutto il centro. Non si può far finta che non sia Natale anche se quest'anno a detta di tutti i soldi a disposizione sono meno. Si fanno i regali solo alle persone irrinunciabili e lo scontrino finale subisce un taglio consistente anche del 30 per cento. Si vede anche nelle prenotazioni del pranzo di Natale e di Capodanno. Se le prime reggono ancora, ma i ristoranti sono lontani dal tutto completo, per Capodanno sono tutti un po' preoccupati. «Noi a Natale siamo chiusi - dice Rossella Gobbi del Giardino - però ci sono sempre i clienti che ci chiedono. Mentre fino a qualche anno fa andare al ristorante al pranzo di Natale era impensabile, ora la tendenza è di uscire di casa. Per Capodanno siamo ancora indietro con le prenotazioni, ma in genere arrivano all'ultimo momento. Non facciamo il cenone, ma un menù alla carta. Poi per chi vuole restare dopo la mezzanotte c'è cotechino con lenticchie. Chi vuole andare a festeggiare la mezzanotte in piazza o dove vuole esce lo stesso soddisfatto».
«Noi a Natale siamo al completo -  spiega Gabriele Vitelli del Sant'Anna -. A Capodanno non ancora. Non facciamo il cenone, ma un menù alla carta prenotata solo per la sera. Il prezzo è 65 euro, fermo da quattro anni. Di sicuro la crisi si sente, ma bisogna anche considerare che cucinare a casa richiede impegno e anche una bella spesa per le materie prime. Dipende da che menù si prepara, ma se si vuole fare qualcosa di speciale, si rischia di spendere ancora meno al ristorante».
Il ristorante Ai Tigli a lago di via Coloniola a Natale e Santo Stefano sono chiusi, ma sono a buon punto con le prenotazioni del cenone della vigilia. «In più - spiegano Franco Caffara, la moglie Susanna e il socio Silvio - quest'anno proponiamo una vasta selezione di ostriche e crudi di mare da asporto. In generale c'è stato un leggero calo sulle cene natalizie aziendali, qualcuna meno e con un numero di persone più ristretto. Per il 31 dicembre, da sempre abbiamo deciso di non imporre menu a prezzi e piatti fissi, si svolge la serata con proposte alla carta dal nostro menù seguendo gli arrivi giornalieri dal mercato del pesce. Questa politica ha sempre pagato, nel senso che ci siamo resi conto che i clienti preferiscono cenare secondo i loro gusti e scegliendo ciò che più apprezzano. Anche quest'anno sta andando bene, abbiamo gia' prenotazioni per tre quarti del ristorante. Speriamo bene di completare i coperti come gli anni passati». Anche da «L'antica trattoria» in via Cadorna non è ancora arrivato al tutto esaurito per i coperti con il menù di Natale a 45 euro (cappone, due primi ravioli in brodo e gnocchi di zucca, antipasto di salumi ricercati)  e neanche a Capodanno. «I soldi sono pochi e la gente rinuncia al ristorante - dice Alessio Di Mauro -. Ma io credo che se un ristoratore onesto e non ricarica troppo quello che serve può essere una buona soluzione anche per risparmiare. Perché magari vai a prendere la carne al supermarket, senza stare a guardare il taglio e la frollatura e spendi lo stesso di me che seleziono al meglio. Ma la tendenza adesso è questa. Anche da Er Più in via Pastrengo il titolare Salvatore Marino dice «che non c'è questo grande flusso forse è ancora presto per Capodanno ma anche Natale va a rilento. Noi abbiamo un menù molto elaborato, con diversi antipasti freddi e di pesce, primi, carne, astice, dessert e sono 75 euro vini esclusi. Ma si sta a tavola tanto e si mangia bene. Ma forse la gente vuole spendere i soldi diversamenti quest'anno, andare in montagna, non so». Ci sono anche le pizzerie, come E' Napulè, che offrono il menù di Natale a 50 euro. Ma la gente temporeggia.

a.savini

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