Giovedì 30 Dicembre 2010

Morta la ragazzina investita
Aveva quattordici anni

CONSIGLIO DI RUMO Sofia non ce l'ha fatta. A distanza di quattordici giorni dal terribile incidente di cui era rimasta vittima, il suo cuore ha cessato di battere. Avevano tentato di tutto, i medici dell'ospedale di Gravedona, per cercare di salvarla: un immediato e delicato intervento chirurgico alla testa era servito a tenerla clinicamente in vita, ma non a consentire un suo risveglio dal coma. Nella mattinata di mercoledì, nel reparto di rianimazione del Moriggia Pelascini il tragico epilogo.
Come di consueto, anche la mattina del 17 dicembre scorso, Sofia Gestra era uscita di casa presto per  recarsi a scuola, al liceo scientifico Nervi di Morbegno, istituto che frequentava dal settembre scorso: giunta in prossimità della strada statale, mentre attraversava per portarsi sull'altro lato della carreggiata alla fermata del pullman, veniva travolta un'auto. L'arrivo  immediato dei soccorsi, la corsa in ospedale e l'intervento chirurgico, purtroppo, non sono serviti. Le condizioni della ragazza, del resto, erano parse subito gravissime. Per due settimane si è sperato nel miracolo, nell'evento che potesse andare oltre l'umana impotenza. Un territorio intero ha pregato per Sofia, fino all'ultimo, e ora si stringe attorno ai familiari, a mamma Annamaria, a papà Silvio e alla sorellina, in attesa di conoscere la data del funerale, che verrà fissata dopo l'esame autoptico.
In un tumulto di emozioni e sentimenti tristi, prendono il sopravvento anche i ricordi. Il ricordo di una quattordicenne allegra e spensierata come tutti i coetanei, che stravedeva per il cantante Tiziano Ferro e aveva un sacco di amici: il ricordo di una studentessa modello che era tuttavia amata e non invidiata dai compagni. Le parole di Luigi Travella, docente di educazione artistica che ha avuto Sofia tra i suoi alunni lo scorso anno alla scuola media di Musso, sono eloquenti: «A livello didattico è sempre stata impeccabile e nel disegno, in particolare, era davvero molto abile. Ma non è questo che conta. Io la ricordo soprattutto per le sue spiccate qualità umane: una ragazzina, insomma, capace di fare gruppo, sempre disponibile quando si trattava di organizzare teatri o altri tipi di iniziative finalizzate al coinvolgimento. In questo senso dimostrava sicuramente più dei suoi anni».

f.angelini

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