Venerdì 31 Dicembre 2010

Soldi per contare i chilometri
nella terra delle piste ciclabili

COMO Qualcuno s'è stropicciato gli occhi nella città dalle piste ciclabili più corte del mondo, Como, quando ha letto il seguente avviso di gara dell'amministrazione provinciale. Letto e riletto: «Affidamento fornitura e servizi per la realizzazione di numero cinque impianti permanenti di rilevamento, misurazione e lettura cronometrica dei tempi di percorrenza con punto di partenza e di arrivo per cinque diverse cronoscalate per biciclette, da collocarsi nei territori delle province di Como, Lecco e Verbania». Importo complessivo, 405.600 euro, in co- finanziamento europeo sul programma Interreg per lo sviluppo delle zone di confine. In particolare, intervengono il fondo europeo per lo sviluppo regionale e un mutuo finanziario con la Cassa Depositi e Prestiti.
Saranno proprio questi i tempi per investire su impianti che misurano i tempi di una scalata in bicicletta? È la prima domanda dello sprovveduto lettore. «Sì, sono proprio questi i tempi – risponde l'assessore provinciale al turismo, Achille Mojoli – se il turismo è la risorsa per lo sviluppo, dobbiamo investire in servizi al turismo proprio perché vogliamo uscire dalla crisi. Ma faccio presente che il progetto risale a due anni fa. Si sono resi necessari 24 mesi per arrivare al bando d'appalto». Il progetto consiste in un impianto interrato, a prova di vandalismo: il cicloturista s'avvicina, è dotato di un microchip come già ne sono dotati 700.000 cicloturisti europei, scatta un bip, comincia la scalata. È cronometrata dall'impianto sotterraneo. All'arrivo, un tabellone indica il tempo impiegato. Archiviati i cronometri manuali e tascabili, il primo impianto elettronico per le scalate della provincia sarà sul Ghisallo, la montagna sacra ai ciclisti, poi ce ne saranno altri, in provincia di Como, Lecco, Verbania e Canton Ticino che procede con l'appalto per conto suo. «È un tassello all'interno di un progetto chiamato turismo, relax e benessere – prosegue Mojoli – gli impianti per le cronoscalate sono legate a percorsi storici – culturali ed artistici, attrattivi per i ciclisti, per i loro accompagnatori e per le loro famiglie». È giusto dire che il turismo non vive solo di bellezze naturali, ma finanziamenti del genere non avrebbero rappresentato, piuttosto, un'opportunità per costruire nuove piste ciclabili? In una città come Como, ci sono piste ciclabili tanto corte che sono esaurite con tre giri di ruote. Tre di numero, in via Gallio e in via Cadorna, per fare un esempio brillante. Chissà dov'è il progetto per la pista ciclabile frontaliera da Piazza Cavour a Tavernola – Maslianico – Chiasso, Balerna e via pedalando, un tratto lungo il Breggia «L'esempio lo faccio io – dice l'assessore – c'è un progetto bellissimo per la pista ciclabile ad anello intorno al lago di Pusiano. Costa quattro milioni ed ottocentomila euro. Dove li troviamo?». A questa stregua, non si fa più niente, se non parlare di mezzi ecologici e di attrattive turistiche. «L'ultimo bando della Regione per le piste ciclabili – sottolinea Mojoli – metteva a disposizione quattro milioni di euro che, divisi per tutte le province lombarde, fa meno di 400.000 euro per ogni realtà territoriale. Con queste cifre, non c'è niente da fare». C'è chi dice che si fa il pane con la farina che si trova. «Infatti: noi abbiamo avuto accesso ad Interreg – conclude Mojoli – e ci siamo attivati, abbiamo valutato che cosa succede negli altri Paesi europei, una società specializzata ci ha portato i dati che dimostrano l'interesse per gli impianti di servizio agli sport. Le aree che dispongono di queste attrezzature sono vincenti».
Maria Castelli

a.savini

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