Mercoledì 12 Gennaio 2011

Como ora punta
su progetti biotech

Non più solo tessile o metalmeccanico. In un futuro prossimo Como aspira a diventare culla di produzioni biotech. Lo sperano Camera di commercio e i 27 big dell'imprenditoria locale soci di Como Venture, la società finanziaria nata nel novembre 2009 con un capitale di 5,1 milioni di euro da investire in imprese innovative ad alto contenuto tecnologico. Il primo assegno staccato è quello di duecento mila euro per finanziare Bionsil, spin off dell'Università Bicocca di Milano che sta sviluppando kit per la diagnosi di farmacoresistenza dei tumori al colon. Una scommessa, per ora, con l'obiettivo dichiarato di trasferire a Como la produzione. Soci dell'operazione (per un investimento complessivo di 3 milioni), anche TTVenture (fondo italiano chiuso promosso da Fondazione Cariplo e dall'Acri) e AuraHolding, la società del presidente di Como Venture, Maurizio Traglio. Obiettivo dichiarato, riuscire a trasferire, dopo la fase sperimentale, una parte della produzione a Como.
«Stiamo parlando di nuove iniziative di altissimo profilo che spesso non riescono a nascere perché non trovano i capitali necessari per svilupparsi» spiega il presidente della Camera di commercio Paolo De Santis.«Sono aziende di cui abbiamo uno straordinario bisogno perché il nostro è un sistema ormai invecchiato che ha bisogno di nuove di nuove "cellule"».
Di buon auspicio, il successo dell'azienda biotech tutta comasca, la Gentium di Villa Guardia, che sta sbancando il Nasdaq puntando sullo sviluppo di farmaci destinati a curare malattie rare. Una nicchia di mercato ignorata dalle grandi multinazionali. Il titolo della piccola società comasca negli ultimi 12 mesi ha registrato un invidiabilissimo +211% alla Borsa di New York dove è sbarcata nel 2005. A crederci i grandi fondi come Blackrock, Banck of New York Mellon, Francklin Resource, DiamondBack Capital Managment. «Un esempio da seguire, certamente. Nel nostro piccolo, con Como Venture stiamo appunto cercando di scoprire progetti nuovi su cui puntare. Due o tre quelli su cui stiamo facendo dei ragionamenti concreti che nei prossimi mesi potrebbero diventare scommesse su cui puntare». Per ora, assicura De Santis, la prima scommessa è stata vinta: mettere insieme gli imprenditori comaschi, notoriamente poco avvezzi a fare squadra, non solo per fare buoni affari, ma per dare un futuro al territorio.

e.conca

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